Una città che punta a scrollarsi di dosso quella patina di compiaciuto e nostalgico provincialismo, con buona pace di chi la vorrebbe ancora attaccata ai pantaloni del dottor Balanzone, per diventare capitale europea della cultura. Le premesse con le quali si apre l’edizione 2015 di ArteFiera sono all’insegna di entusiasmo e fiducia incondizionata nella più importante ed antica manifestazione di arte moderna e contemporanea italiana, in programma al quartiere fieristico di Bologna dal 23 al 26 gennaio prossimi. Una fiducia ben confortata dai numeri positivi di questa 39ma edizione: 188 le gallerie partecipanti per un totale di 216 espositori, con un incremento del 10% rispetto al 2014 e del 30% rispetto al 2013. Numeri che da soli segnalano, secondo le parole del Presidente Istituzione Bologna Musei Lorenzo Sassoli de Bianchi, una netta inversione di tendenza, con il timone finalmente saldo sulla rotta di una ripresa economica che si riverbera anche sul sistema cultura.

Alla kermesse fieristica si affiancano, dal 22 al 25 gennaio, i 50 eventi di Art City, il programma istituzionale di mostre, performances ed eventi promosso dal Comune di Bologna e Bologna Fiere e curato dal Direttore del MAMbo Gianfranco Maraniello, che animeranno la città culminando, sabato 24 gennaio, nella grande festa dell’Art City White Night, la notte bianca dell’arte. Musei, gallerie, palazzi storici ma pure esercizi commerciali trasformati in sedi espositive per una maratona artistica oltremodo impegnativa, dato il calendario di oltre 200 eventi, tra quelli inseriti nel cartellone istituzionale e quelli nati sulla scia di un “felice anarchico spontaneismo”, secondo le parole di Maraniello. Il dialogo tra l’antico e il contemporaneo è il fil rouge dell’edizione 2015: un dialogo che Bologna sa bene interpretare, nel felice incontro tra un imponente patrimonio storico artistico ed un’arte contemporanea che con quella storia e quella tradizione innesta un confronto dialettico, una reciprocità di sguardi. Ecco allora che accanto alle performances di arte contemporanea trova spazio anche la mostra “Morandi e l’antico: Vitale da Bologna, Barocci, Rembrandt e Crespi”, l’allestimento del Museo Morandi che mette in relazione le opere della Collezione Morandi con alcuni capolavori del passato, e ancora la mostra dedicata a Giovanni da Modena al Museo Archeologico. Impossibile tentare di entrare nel dettaglio di un programma mastodontico, per il quale si rinvia al sito www.artefiera.bolognafiere.it: ci limitiamo a segnalare alcune performances, come “My house is a Le Corbusier”, il progetto di residenza dell’artista Cristian Chironi nelle abitazioni progettate nel mondo dal celebre architetto. Tra i main events c’è grande attesa, dati i più recenti accadimenti internazionali, per la collettiva “Too early too late”, che si prospetta come la più grande rassegna mai realizzata in Italia dedicata alla scena artistica mediorientale. Oltre 50 gli artisti in mostra con le loro opere dal 22 gennaio al 12 aprile alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella quale sono state rafforzate per cautela le misure di sicurezza: saranno gli allievi dell’Accademia di Belle arti a fare da mediatori culturali per una mostra che, sottolinea Campagnoli, “vuole ribadire che l’arte è conoscenza e incontro, dialogo e libertà, rispetto e riconoscimento del valore dell’altro”.

Un modello di “museo diffuso”, dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Alberto Ronchi, è quello che l’amministrazione comunale vuole perseguire in sinergia con le istituzioni cittadine pubbliche e private, facendo di Bologna una città competitiva sul piano europeo, sia sul piano di un turismo lentamente ma costantemente in crescita sia, continua Ronchi, per l’offerta di servizi. Via dunque a mappe interattive e bus dedicati, anche se si fatica a comprendere come mai si sia deciso di dare proprio in questi giorni l’avvio al “cantierone” di rifacimento del manto stradale nelle centralissime vie Rizzoli e Ugo Bassi, che non pochi disagi sta provocando nella cittadinanza, oltre che evidenti mal di pancia nella stessa maggioranza Pd del capoluogo emiliano. Ma tant’è, chè dalla sua parte la città può vantare una lista di successi invidiabile, se rapportata alla sue modeste dimensioni di capoluogo che non raggiunge i 400 mila abitanti: tra contestazioni e critiche la “Ragazza dall’orecchino di perla” di Vermeer in mostra a Palazzo Fava è stata la più vista nel 2014, e nello stesso anno di grazia ha visto la luce l’imponente Mast di Isabella Seragnoli, che ha appena chiuso una visitatissima personale fotografica di David Lynch. E il 2015 è un fiorire di progetti e cantieri, dal F.I.C.O di Oscar Farinetti e Andrea Segrè, il più grande centro espositivo al mondo dedicato all’alimentazione, all’Opificio Golinelli dell’omonima Fondazione, la cittadella dedicata all’arte e alla scienza che dovrebbe aprire i battenti in giugno.

Che ArteFiera sia un fiore all’occhiello della città, piattaforma di riferimento per il sistema del mercato dell’arte contemporanea in Italia lo rivendica con fermezza anche Duccio Campagnoli, Presidente di Bologna Fiere: “Abbiamo lavorato in stretta sinergia con le gallerie” dice il Direttore Artistico Giorgio Verzotti “insistendo sulla qualità delle opere esposte e favorendo le scelte che confermavano un certo andamento del mercato dell’arte in Italia. Abbiamo insistito perché gli allestimenti avessero un preciso tagli curatoriale, affinché fossero delle mostre più che dei semplici stand da padiglione”. A ratificare la crescente importanza della manifestazione bolognese, continua Campagnoli, le presenze d’eccellenza, dal Direttore Generale della Rai Luigi Gubitosi (tv e radio seguiranno gli eventi di ArteFiera in una diretta non-stop), al regista britannico Mike Leigh che porterà a Bologna in anteprima nazionale il suo “Turner” sulla vita del pittore inglese, presentato all’ultimo Festival di Cannes. Da segnalare, tra gli eventi in Fiera, l’omaggio ad Alberto Burri in occasione del centenario della nascita. Nello stand dedicato al maestro di Città di Castello verrà infatti eccezionalmente esposto, in collaborazione con la Fondazione Burri “Cellotex CW1″, opera del 1981 di dimensioni colossali e per questo raramente mostrata al pubblico. Novità di quest’anno, il Premio Contemporary Young promosso dai giovani imprenditori di Confindustria, destinato alla migliore opera sul tema del lavoro: perché l’arte contemporanea è specchio della realtà in cui, volenti o nolenti, siamo immersi.