Un’intera città coinvolta e profumata. Sì, perché è di profumo che si tratta, sentore di bontà. Lo scorso week end ha preso il via l’ottantaquattresima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba, che occuperà la cittadina fino al 16 novembre. L’annata è ottima, dato che le piogge abbondanti dell’estate hanno favorito una stagione senza precedenti per il Tuberum Magnum Pico, come chiamano l’esemplare bianco gli esperti. I migliori frutti saranno disponibili già da metà ottobre con prezzi in calo rispetto agli anni precedenti. In questi due mesi, la cittadina si riempie del profumo forte del tubero e Alba brulica di turisti provenienti da tutto il mondo. Le strade sono piene di gente e il Mercato Mondiale del Tartufo bianco, nello Storico Cortile della Maddalena, attira visitatori da tutto il mondo.

Il Palatartufo, però, non è l’unica attrazione. Tra gli appuntamenti da non perdere ci sono l’Alba TruffleShow, i foodies moments e gli show cooking. A partecipare a questi appuntamenti ci saranno chef stellati come Matteo Baronetto ed Enrico Crippa, che a pochi metri dal Mercato del Tartufo ha il suo ristorante Piazza Duomo. Le sei settimane dell’evento sono ricche di appuntamenti enogastronomici organizzati per far conoscere Alba e il territorio che la circonda. Sarà parecchia l’attenzione, dunque, nei confronti delle Langhe, del Roero e del Monferrato, da poco promosso cinquantesimo sito italiano iscritto nel Patrimonio dell’Unesco. Passeggiando per la cittadina non la si riesce ad immaginare senza tartufo. Alba viene identificata con il Tuber Magnum Pico, che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Spesso, però, si dimentica che l’oggetto della manifestazione non è nient’altro che un fungo ipogeo.

Il tartufo cresce nel terreno marnoso-calcareo, umido e di altitudine inferiore ai 700 metri sul livello del mare. Per la sua crescita ci dev’essere equilibrio tra le condizioni dell’ambiente, la composizione chimica del terreno e il clima. Influisce quindi, senza dubbio, la presenza delle piante: gli alberi infatti offrono al fungo diverse sostanze nutritive e ricevono in cambio acqua e sali minerali. La natura fa un grande regalo alla città piemontese e a tutti i buongustai che si recano ad Alba per acquistare l’ ”oro della terra”. Nella regione è in vigore la norma che permette la ricerca del tartufo dal 21 settembre al 31 gennaio. Ed in quei giorni il compito è del trifolao, che si serve di un cane dal fiuto finissimo per scovare i frutti. Una volta trovato il tubero, viene estratto con un particolare zappino e in seguito viene rimesso a posto il terreno rimosso per facilitare la nascita di un altro tartufo. Appena portato a casa dev’essere conservato in frigorifero per massimo una settimana e quando si decide di mangiarlo va pulito sotto l’acqua con una spazzolina e asciugato per bene. Poi, non resta altro che mangiarlo e le ricette sono moltissime. Le più famose e indicate per la grattata di tartufo sono senza dubbio i tajarin, la carne cruda battuta al coltello, la toma piemontese e l’uovo al tegamino. Novità assoluta dell’edizione 2014 della Fiera è il gelato al tartufo che si può assaggiare nella gelateria di fronte all’ingresso del Mercato. Tre euro tutti da assaporare nella loro freschezza corposa, con il profumo del Tuberum Magnum Pico che arriva al naso e inebria.