Calcio ma non solo, nel lungo week end della Nazionale di Antonio Conte che si apre stasera a Palermo e si chiude lunedì al Ta’ Qali Stadium. Sono le prime partite dopo il Juventus-Roma delle polemiche e delle interrogazioni parlamentari, con strascico nel ritiro a causa del tweet polemico di Leonardo Bonucci. Ma è anche il ritorno di Andrea Pirlo in azzurro, dopo il momento dei saluti (a questo punto momentanei) dopo il flop dei Mondiali brasiliani. Le convocazioni di Conte per i match di qualificazione all’Europeo avevano pure tratteggiato un’Italia con connotati nuovi. Dovevano essere tre, i volti inediti. Ma Giacomo Bonaventura è stato fermato da un infortunio e Daniele Rugani ha salutato il gruppo per aggregarsi all’Under 21 dopo l’infortunio di Alessio Romagnoli, che ha privato il ct degli azzurrini Gigi Di Biagio di una pedina fondamentale in vista della partita contro la Slovacchia. È rimasto solo Graziano Pellè, il giocatore dei giri immensi tra Olanda e Inghilterra planato su Coverciano a 29 anni. E fin qui, il calcio giocato.

Ma le avversarie Azerbaijan e Malta, oltre a rappresentare ostacoli tecnicamente leggeri sulla strada di Euro 2016, richiamano alla mente anche situazioni più spinose e discusse sotto il profilo politico. Se entrambe sono la periferia del calcio continentale, altrettanto non si può dire dal punto di vista geopolitico. Malta è l’avamposto in mare del vecchio continente nel Mediterraneo, in passato finito più volte nell’occhio del ciclone per l’indifferenza nei confronti dei migranti che dalla Libia fanno rotta verso l’Italia.

È nel caso dell’Azerbaijan, tuttavia, che il legame tra politica, affari e pallone si fa articolato. C’è un gigante attorno al quale ruotano gli intrecci. Si chiama Socar ed è l’acronimo della compagnia dello Stato azero che estrae petrolio e gas. Il suo presidente Rovnag Abdullayev, 48enne ingegnere civile laureatosi a Mosca, è anche il numero uno della Affa, la federcalcio azera. Eletto per la prima volta nel 2008, Abdullayev è rimasto sulla poltrona più importante del movimento calcistico dopo le elezioni del 2012, quando i componenti del board l’hanno votato all’unanimità. La Socar è anche partner della Nazionale allenata dal tedesco Berti Voigt che stasera affronterà gli azzurri, ma non solo. Infatti nel 2013 ha firmato un accordo con l’Uefa e rappresenterà uno dei principali sponsor proprio di Euro 2016. Ha inoltre acquisito i diritti per le qualificazioni europee e mondiali fino al 2017 ed è sponsor ufficiale del Campionato europeo Under 17 che si svolgerà il prossimo anno a Baku. E di recente l’Uefa ha comunicato che la capitale azera sarà una delle sedi più importanti della manifestazione continentale del 2020

Il calcio come veicolo di promozione del Paese, dunque, sfruttando la forza economica che deriva dalle materie prime. Una strategia simile a quella di Gazprom con la Champions League e la Stella Rossa di Belgrado. I due colossi dell’energia hanno anche altri tratti in comune, come la poco invidiabile posizione (tra le ultime) nella classifica della trasparenza dei propri affari stilata nel 2011 da Trasparency International.

Ma la Socar ha un filo diretto anche con l’Italia. Il gigante del petrolio azero è infatti socio al 20 per cento di Tap, la multinazionale svizzera che costruirà il gasdotto che unirà gli enormi giacimenti di Shah Deniz fino alle coste salentine di Melendugno. Ottenuto l’ok alla Via a inizio settembre, la parte italiana del progetto aspetta entro i primi mesi del 2015 l’autorizzazione definitiva del ministero dello Sviluppo economico, nonostante i pareri negativi degli enti locali e le vibranti proteste del territorio anche a causa delle sponsorizzazioni con le quali Tap ha tentato di finanziare numerosi eventi sul territorio. Dagli Europei di calcio al Salento, la pubblicità è sempre un buon veicolo per ripulire la propria immagine dagli attacchi.

Twitter: @AndreaTundo1