Novanta minuti che generano una capolista solitaria e regalano tanto, troppo materiale per moviolisti. Ci sono braccia scomposte e violini, placcaggi e linee d’area da sminuzzare fino all’ultimo centimetro. Perché una partita così non si vedeva da tempo. Sarà che di big-match veri in Serie A se ce ne sono ormai pochi. E Juventus-Roma lo è stato davvero. La tensione si taglia a fette, il nervosismo si respira sin dagli spalti. L’avvertono tutti i protagonisti in campo, compreso l’arbitro Rocchi chiamato a gestire e decidere. Il metro è piuttosto fluttuante e produce un primo tempo da record. I rigori, prima di tutto. Tre in una partita (anzi in un solo tempo) non si vedevano dal 24 febbraio 2013, Cagliari-Torino 4-3 e più della metà dei gol nata dalle decisioni di Peruzzo. In quel caso arrivarono nell’intero arco della partita, allo Stadium di Torino succede tutto nel primo tempo.

La gara si accende già dopo un pugno di minuti, quando Marchisio finisce a terra in area. Rigore sì, rigore no? Rocchi lascia correre. Poi diventa fiscale quando Maicon aumenta il volume del proprio corpo e tocca con il gomito la punizione battuta da Andrea Pirlo. Il contatto c’è. Ma è in area o fuori? Rocchi dice fuori, poi ci ripensa. Per Rudi Garcia non era in area, punto e basta. E lo fa capire mimando una sviolinata, che vale il rosso diretto. Ne seguono vibranti polemiche dei giocatori giallorossi infortunati, molto vicini ai tifosi della Juventus. Il tempo di provare a capire e bisogna già analizzare di nuovo: Lichtsteiner placca Totti disinteressandosi del pallone. Chi abbraccia per primo, il bianconero o il capitano della Roma? Rocchi indica il dischetto, Totti segna e va a esultare sotto lo spicchio occupato dai romanisti infiammando l’animo di Bonucci. Rigore di compensazione? Chissà.

Intanto si lotta e si sgomita, l’arbitro sventola cartellini gialli. Alla fine del primo tempo saranno sei, ma un paio di falli tattici della Roma non vengono sanzionati con l’ammonizione. Vale il penalty, invece, il contatto tra Pjanic e Pogba sulla linea. Dentro o fuori? Rocchi non ha dubbi: i piedi si toccano sulla linea e indica il dischetto. Sono passati 46 minuti e una manciata di secondi. Il recupero indicato era un minuto. Insomma, qualche secondo in più. L’arbitro ne ha facoltà, qualcosa si era perso per l’infortunio di Caceres. E’ 2-2, perché prima aveva segnato Iturbe per la Roma.

Protesta l’argentino ex Verona, l’arbitro spiega. Lo Juventus Stadium esulta, fischia i giallorossi. Dopo un primo tempo adrenalinico, la cui eco si riverbererà a lungo, la seconda parte di gara è più tranquilla. Ci sono i fischi per Totti, che sul 2-1 aveva forse sognato di ripetere il famoso ‘zitti, quattro e casa’. Scaramucce figlie di mille incontri di vertice. L’incendio finale, invece, divampa quando mancano cinque minuti. Vidal è in fuorigioco nel momento in cui parte la sassata decisiva di Bonucci, così Skorupski non vede partire il destro del difensore azzurro che rompe l’equilibrio e decreta vinti e vincitori. A Manolas saltano i nervi dopo una brutta entrata di Alvaro Morata. Spintoni e testate, grande mucchio e rosso diretto sia per il greco che per lo spagnolo. Fischio finale, boato dei bianconeri. La Roma schiuma rabbia. La Juventus è prima da sola, a punteggio pieno. La chiusa di una serata di stra-ordinaria tensione la fornisce Rudi Garcia ai microfoni di Sky: “Bella partita, mi dispiace solo che qui le aree di rigore le facciano di 17 metri”. E i veleni, c’è da scommetterlo, saranno ricordati più del gol di Bonucci. Nel post partita Francesco Totti e Walter Sabatini, ci sono andati giù durissimo. “Sono anni che vincono così. Giochino un campionato a parte” ha detto il capitano della Roma. “Tre gol scientificamente irregolari” li ha definiti il direttore sportivo giallorosso.