Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del Movimento 5 Stelle, è tornato a Cernobbio per il secondo anno consecutivo. Ma qualcuno dal pubblico non ha apprezzato la lunghezza del suo intervento, che ha sforato i tempi. E il microfono è stato spento. A raccontarlo è stato qualche partecipante dopo l’intervento fatto a porte chiuse. Su Twitter qualcuno ha scherzato: “Trichet che spegne il microfono a Casaleggio non ha prezzo”. Era infatti l’ex presidente della Bce a fare da moderatore al panel a cui ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.

L’attesa per Casaleggio è stata soprattutto per i giornalisti e i fotografi, che si sono dovuti accontentare di vederlo scendere da una scala dell’albergo per infilarsi nella sala della conferenza da una porta secondaria. Abito chiaro, coppola, accompagnato dal figlio Davide, non si è fermato a parlare. Lo ha fatto solo in sala con un intervento su internet e la scuola, in cui ha criticato il ritardo italiano nella banda larga e ha usato l’esempio del monopoli per parlare dell’economia in rete.

Ai partecipanti ha anche distribuito una ricerca della Casaleggio Associati sull’e-commerce in Italia “che ha raggiunto i 22,3 miliardi di euro – ha spiegato – e che è in totale controtendenza rispetto agli altri mercati o al pil in regressione dello 0,2%”.

Nell’intervento, poi pubblicato sul sito di Beppe Grillo, Casaleggio ha avanzato alcune proposte. Ha chiesto “lo sviluppo di startup tecnologiche finanziate dallo Stato e da privati per creare un tessuto di aziende” e anche “un’area tecnologica sul modello della Bay area di San Francisco”. Ha quindi proposto una politica che favorisca “l’attrazione di persone con skill tecnologici in Italia dall’estero” e “leggi in favore dello sviluppo di nuove tecnologie” che oggi sono invece penalizzate. L’esempio fatto è quello degli e-book, che ora pagano un’Iva al 22%, rispetto a quelli cartacei che sono tassati solo al 4%.