La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato con ampia maggioranza, e con il parere favorevole del Governo, un emendamento dei relatori con cui si aumenta da 50.000 a 250.000 il numero di firme necessario per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare. Si tratta di un fatto grave anche perché non vi è alcuna garanzia che questi disegni di legge vengano esaminati dal Parlamento e non invece accantonati.

L’art.1 della Costituzione recita tuttavia che la sovranità appartiene al popolo. Questa affermazione è l’essenza di un sistema democratico. Non essendo possibile la votazione diretta delle leggi da parte del popolo i sistemi democratici moderni hanno dato vita a forme di democrazia rappresentativa che vedono nel Parlamento il centro della attività legislativa.

In Italia si è però da tempo realizzato un sistema di tipo oligarchico che ha svuotato nei fatti il principio di sovranità popolare. Il legislatore appare sempre più lontano dalle istanze degli elettori. Le leggi elettorali riducono la manifestazione di volontà dei cittadini ad una scelta fra nominati. Gli eletti disattendono sistematicamente le promesse fatte in campagna elettorale.
La distanza delle istituzioni rappresentative dai cittadini non è mai stata così drammaticamente rilevante come in questi ultimi decenni.

I partiti vogliono conservare questo stato di cose che emargina gli elettori impedendo loro di contare realmente.

Per consentire al popolo di tornare a contare, riappropriandosi della sovranità, è necessario dargli poteri da legislatore. Occorre dunque sviluppare una mobilitazione fra i cittadini per rivendicare più spazi di sovranità popolare. Gli elettori devono poter fare le leggi presentando direttamente al Parlamento disegni di legge, che il Parlamento abbia l’obbligo di prendere in considerazione, approvandoli o bocciandoli. Non sussistendo attualmente questo obbligo, fino ad oggi i disegni di legge di iniziativa popolare sono stati sempre cestinati. Il Parlamento deve invece assumersi la responsabilità di rispondere al popolo. Per fare questo è anche necessario che i parlamentari che non provvedano a far votare le proposte popolari entro i termini previsti siano incriminati per attentato contro i diritti politici dei cittadini.

Occorre dunque modificare l’art.71 della Costituzione prevedendo che le proposte di legge di iniziativa popolare debbano essere calendarizzate e votate obbligatoriamente entro termini stringenti. Non solo. I cittadini oggi non possono chiedere che la Corte Costituzionale esami la conformità di una legge alla Costituzione. Troppe leggi violano diritti dei cittadini.

Un certo numero di cittadini, per esempio 250.000 elettori, devono poter promuovere il ricorso diretto alla Corte Costituzionale per far dichiarare incostituzionale una legge dello Stato o delle regioni. Per rendere più rapida e meno costosa la raccolta di firme, occorre prevedere in modo innovativo la possibilità di sottoscrivere on line – con procedura di firma certificata – i disegni di legge di iniziativa popolare ed i ricorsi dei cittadini alla Corte Costituzionale.

Solo in questo modo può partire un percorso realmente rivoluzionario che ridia voce al popolo consentendogli di intervenire direttamente nel procedimento legislativo.

In collaborazione con l’associazione di cittadini “Crescita e Libertà” abbiamo proposto una petizione per sostenere questo progetto di legge che intende restituire sovranità al popolo. Chi desidera sostenere questo progetto di legge da sottoporre al governo, può prenderne visione e sottoscrivere la petizione qui.

Per approfondire questo ed altri argomenti, ti invitiamo a visitare la pagina www.facebook.com/groups/crescitaliberta