Si conosce finalmente la cifra che il governo Renzi ha approvato da destinare alle scuole. Dovevano essere 3 miliardi e mezzo, ma ad oggi una nota ufficiale di Palazzo Chigi da’ per certo un terzo dell’iniziale promessa di investimento, un miliardo e 94 milioni di euro.  Un progetto che dovrebbe interessare una scuola italiana su due, ovvero 4 milioni di studenti nell’arco del biennio 2014-2015. 

Il Fatto si è occupato diverse volte dei fondi destinati alla scuola, anche rispetto ad un rapporto del Censis (il Centro Studi Investimenti Sociali), che lo scorso primo giugno aveva pubblicato preoccupanti dati sullo stato delle scuole in Italia: 342mila alunni esposti ad amianto, edifici fatiscenti e intonaci che cadevano. Anche allora il governo aveva confermato la cifra – oggi definitivamente smentita – di 3 miliardi e mezzo. Sempre il primo giugno, il sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi aveva anche dato una data per l’inizio dei lavori: “Gli interventi inizieranno da luglio” spiegando puntualmente dove sarebbero stati presi i soldi. 

Oggi palazzo Chigi riduce drasticamente la cifra iniziale e spiega che del miliardo che sarà destinato alle scuole pubbliche, 244 milioni provengono dallo svincolo del patto di stabilità e saranno impiegati nella costruzione di nuove scuole o in opere di manutenzione, mentre 510 milioni vengono dalle casse del Fondo di sviluppo e coesione e serviranno “per interventi di messa in sicurezza, decoro e piccola manutenzione”.  Di questi 510 milioni di euro destinati alla sicurezza degli edifici scolastici, 400 milioni sono stati destinati alla ristrutturazione di poco meno di 2.500 edifici in tutta Italia. Parte quindi la corsa agli appalti, visto che Comuni e Province – per acquisire i relativi finanziamenti – dovranno aggiudicarsi gli appalti entro la fine di ottobre. Gli altri 110 milioni finanzieranno gli interventi di piccola manutenzione e decoro che interesseranno 7.800 plessi scolastici nel corso del 2014. Ma il Governo fa sapere che altri 300 milioni sono in attesa di essere sbloccati nel prossimo anno, in modo da poter intervenire su altri 10mila istituti.

Il governo fa sapere che le richieste di tutti i sindaci che avano risposto all’appello dello scorso marzo, in cui Renzi aveva chiesto di segnalargli interventi di edilizia scolastica immediatamente cantierabili, finanziati completamente con fondi propri e per i quali sbloccare il patto di stabilità, “hanno trovato accoglimento”, mentre per i comuni che necessitavano dello sblocco del patto per interventi che inizieranno nel 2015, si aprirà una nuova possibilità con il prossimo documento programmatico di economia e finanza. Pubblicati sul sito del governo gli oltre ventimila interventi di edilizia scolastica sbloccati e indicati, comune per comune, la natura e i costi di ciascun intervento.