E’ chiaro da troppo tempo ormai. Ma finalmente la Cassazione, con la sentenza definitiva sul processo a Dell’Utri, certifica in maniera chiara la presenza della mafia all’interno di Forza Italia. Le ultime dichiarazioni di Dell’Utri da Beirut, “sono un prigioniero politico” lasciano aperti inquietanti interrogativi.

Siamo arrivati al capolinea. Perché “prigioniero politico”? Un condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa come può dichiararsi “prigioniero politico”? Prigioniero politico si può definire qualcuno che viene detenuto per reati o accuse di natura politica o ideologica. Ma perché “prigioniero politico”? Parole mai pronunciate a caso dal vecchio esponente di Forza Italia. La Cassazione ci da la possibilità di affermare con tranquillità che Dell’Utri era l’uomo di cosa nostra all’interno di Forza Italia.

E perché un mafioso politico deve dichiararsi prigioniero politico? Cosa intende e a chi vuole parlare?

Non dimentichiamo, infatti, che c’è in ballo una richiesta di estradizione che molto difficilmente l’Italia riuscirà ad ottenere. Sembra quasi di capire quello che sempre abbiamo pensato in questi anni. La mafia è un partito e fa politica dall’interno. E da quello che è stato appurato in questi anni all’interno di Forza Italia vi sono e vi erano persone condannate per essere i riferimenti politici di determinate cosche mafiose. In maniera chiara è stato appurato per Dell’Utri. Da appurare è invece per Cosentino riguardo ai Casalesi.

E’ stato appurato per Matacena ed ora si apre un inquietante filone con Scajola. Oltre a tutti gli altri vari casi all’interno di Forza Italia. E se le mele marce ci sono state anche in altri partiti, nel caso di Forza Italia si parla sia delle origini del partito, sia dei suoi capi e riferimenti storici. Non possono esserci confusioni al riguardo.

Berlusconi aveva (e forse ha) un accordo con la mafia tramite Dell’Utri. In tutto questo desolante quadro emergono dei fatti storici importanti. Forza Italia è nato con personaggi mafiosi che hanno utilizzato le istituzioni dal loro interno. Hanno avuto la possibilità di avvelenarle dall’interno.

E quando il mafioso politico Dell’Utri si dice “prigioniero politico” siamo alla completa lucida follia. Oppure si innesta un vortice di pensieri che rendono legittima una domanda:  la mafia si sta palesando come partito? La mafia è in politica e quando è il caso ha sempre alzato la voce. Attraverso Dell’Utri la mafia si sta oggi dichiarando prigioniera politica dello Stato?