Una spedizione Mediterranea per un’inedita esperienza mondiale di co-sailing. Il progetto, che salperà da San Benedetto del Tronto il prossimo 17 maggio, è infatti finanziato da un sessantina di persone che amano il mare e credono nelle grandi potenzialità culturali, economiche e scientifiche del Mare Nostrum. Ed è anche aperto ad eventuali altri “marinai” a patto però che ne condividano i valori. “Molti di noi si sono rimessi in discussione.

“Alcuni non hanno neanche più un lavoro e magari non avranno mai una pensione per via delle scelte di vita fatte – Simone Perrotti, scrittore blogger de ilfattoquotidiano.it, nonché uno dei rais, come si chiamano i comandanti del ketch di 60 piedi a impatto zero che navigherà per cinque anni in giro per Mediterraneo, Mar Nero e Mar Rosso – tanti ci hanno detto di cercarci un lavoro qualsiasi. Ma noi non ce la siamo sentita di andare a lavorare magari per una fabbrica di armi senza seguire le nostre aspirazioni. Abbiamo deciso di riprendere in mano le cose e di dare ad ogni cosa il giusto valore”. 

E’ questo il percorso che ha portato un gruppo di amanti della natura a puntare tutto sul mare. “Il denaro è uno strumento che tra l’altro può dare soddisfazioni ben inferiori a quelle che normalmente gli vengono attribuite. I soldi non danno senso in sé alle nostre vite. Il mare invece si -prosegue Perotti -Così sulla scia di questa passione è partita l’avventura di Progetto Mediterranea. E siamo certi che le occasioni arriveranno perché siamo sulla giusta strada, su quella che insieme vogliamo percorrere”.

Quella dell’integrazione e del dialogo fra i popoli del bacino del mare interno. “Ci chiediamo ad esempio, cosa accadrebbe se il Mediterraneo fosse un’area di libero scambio e l’Italia e la Francia non solo facessero parte dell’Unione europea, ma fossero anche Paesi capofila di una più ampia Unione mediterranea. Non siamo certo i primi a porci certe domande, ma il nostro progetto permetterà uno scambio culturale importante”. 

Un palcoscenico galleggiante dal quale discutere di cultura, di scienza, di ambiente. E a bordo non mancano i cantieri una spedizione, che percorrerà 20mila miglia navigando per cinque anni facendo scalo in 100 centri costieri di 29 Paesi. “Andremo alla ricerca delle migliori teste del Mediterraneo per chiedere loro cosa pensano di questa epoca di decadenza, cosa vedono i loro occhi, quali soluzioni hanno elaborato”, spiegano gli ideatori. Sotto il profilo scientifico, la spedizione, in collaborazione con la Fondazione SAHFOS (The Sir Alister Hardy Foundaion for Ocean Science), si occuperà di monitorare lo stato del placton, la cui mappatura nel Mediterraneo non è mai stata realizzata, e di registrare la biodiversità marina.

Non solo: l’imbarcazione parteciperà anche alla campagna “Occhio alla Medusa”, lanciata dall’Università del Salento e CNR-Ismar per il censimento del macro zooplacton gelatinoso attraverso osservazioni, segnalazioni e prelievi, e al progetto “Plastic Buster” accanto all’Università di Siena per verificare l’impatto delle microplastiche in mare. Infine, a bordo, ci sarà spazio anche per un osservatorio climatico grazie alla partnership di Links spa, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e al Consiglio Nazionale delle ricerche – Istituto per l’Ambiente Marino Costiero.