Ahmed, Magdy, Khalid, Aida e Ramy, eccoli i ‘semplici’ protagonisti di The squareinside the revolution, il film sulle recenti rivolte egiziane diretto dalla giovane Jehane Noujaim, candidato all’Oscar 2014 come miglior documentario, nelle sale italiane per una settimana. Nei giorni in cui l’Ucraina sta bruciando. 

La rivoluzione d’Egitto che destituirà Mubarak e poi brucerà l’altro presidente eletto Morsi inizia, come tradizione movimentista vuole, dans la rue. Il 25 gennaio 2011 sono in 25mila ad occupare la celebre piazza Tahrir e nel giro di poche settimane diventeranno milioni. Si diceva gente comune, classe media, laica, soprattutto giovani, spesso dotati di videocamere, telefonini e pc per documentare i (mis)fatti. E il lavoro della Noujaim ne conferma la descrizione sociologica con l’aggiunta cospicua dell’ala più tradizionalista, anch’essa in piazza, dei Fratelli Musulmani.

La ricerca di giustizia, dignità e democrazia diventa un mantra comune tra chi apparentemente, per ragioni religiose, vedrebbe meglio un fazzoletto attorno alla testa di una signorina piuttosto che un paio di jeans per vestire le gambe. E come dire, la videocamera, anzi le videocamere, testimoniano la rivoluzione. La cosiddetta rivolta 2.0 in Egitto c’è. È la stessa Noujaim ad aver spiegato la genesi tecnica delle riprese del film sviluppatasi con la consegna pronto uso ai cinque protagonisti di cinque videocamere Canon EOS 60D e 5D.

C’è Ahmed, il ragazzetto più idealista e scavezzacollo; Magdy, il barbuto fratello musulmano; Aida, la giovanissima dagli occhiali alla moda e dall’inglese fluently; Ramy, il cantante della rivoluzione poi picchiato ferocemente dalla polizia il 9 marzo 2011; infine Khalid Abdalla, immerso tra la folla con in mano pietre e megafono ma nel 2007 attore protagonista di The Kite Runner, grossa produzione hollywoodiana con la regia di Marc Forster.

Così se in sottofondo si destituisce il tiranno da trent’anni al potere, poi in sostituzione si rinsalda l’alleanza altrettanto tirannica tra militari oppressori e una parte di piazza protestante (i Fratelli Musulmani), ecco che il cinema si rende funzione di reportage di una realtà fatta di morti e violenza senza troppa mediazione: teste spappolate, corpi feriti, sangue, blindati che schiacciano indiscriminatamente i manifestanti e, dopo tre anni esatti, altri sit-in sempre più esponenzialmente numerosi per una rivoluzione politica ancora in corso.

“Non vediamo mai la battaglia individuale dei pochi che iniziano a combattere prima di essere raggiunti dalle masse”, ha spiegato dal Sundance 2014 la regista, che già aveva mostrato con successo il doc a Toronto 2013 – “Non abbiamo mai visto i momenti in cui Martin Luther King o Gandhi erano soli e convinti di non avere nessun seguace. Capire il percorso di una battaglia, i suoi successi e anche i suoi fallimenti è una testimonianza cruciale da cui poter imparare per il futuro”.

The Square è anche un’analisi chiara di cosa sia significato poter usufruire di siti web come Youtube o social come Facebook durante gli scontri di piazza tanto che oggi questo fenomeno cinematografico egiziano ha già ricevuto centinaia di migliaia di click in rete grazie agli siti ‘illegali’ e a uno streaming online gratuito avvenuto il 14 febbraio scorso.

“Mentre i protagonisti mettevano le loro vite a rischio soltanto con pietre sul campo di battaglia contro il più grande esercito del medio oriente, diventavano anche filmmakers essi stessi con le loro videocamere”. E se l’occupazione delle piazze egiziane continua ancora oggi, è possibile che il lavoro della regista egiziana/statunitense riesca a rendere chiaro l’anelito di rivolta di nuove generazioni apparentemente distanti dall’arena politica: “Spero di essere riuscita a mostrare da vicino cosa siano le lotte per i diritti civili oggi, perché per ciò che si è conquistato nel tempo si continua a lottare nelle strade de Il Cairo, della Turchia, della Siria e degli Stati Uniti senza distinzione. Questa è la nuova coscienza sociale del 21esimo secolo”.

The Square è distribuito da Unipol/Biografilm, Feltrinelli laeffe e Wonder Pictures e potrà essere visto a Roma, dal 20 febbraio al 5 marzo (orari: 18:30 – 20:30), al Nuovo cinema Aquila; a Torino al Cinema Centrale, a Firenze all’Auditorium Stensen e a Milano al Cinema Beltrade dal 20 al 26 febbraio; a Bologna, dal 20 al 22 febbraio (giovedì e venerdì alle 22:30 e sabato alle ore 16,30) al Cinema Europa e a Modena, presso la Sala Truffaut, solo il 6 marzo. 

Il trailer