A proposito di legge elettorale, colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c’è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori”. Silvio Berlusconi in una nota mostra apertura verso le proposte del segretario Pd Matteo Renzi, ma torna a chiedere un election day “per garantire una alta partecipazione”.

L’ex capo del governo ha sottolineato che, “rispetto alle scadenze elettorali che già sono in agenda (e cioè le elezioni europee, e una consistente tornata amministrativa), la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire una alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato”. “Siamo coerenti con quanto detto: noi siamo pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci“, ha invece fatto sapere il leader del Nuovo centrodestra Angelino Alfano replicando alle parole di Renzi, sottolineando che “l’impianto di quella legge è chiaro e ha funzionato. Non c’è bisogno di molte altre parole. Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito”.

Intanto Berlusconi fissa la data dei cosiddetti ‘stati generali’ di Forza Italia – il 26 gennaio – e nomina i sette nuovi coordinatori regionali. Mariastella Gelmini in Lombardia; in Liguria Sandro Biasotti; per la Toscana Massimo Parisi; per la Valle d’Aosta Massimo Lattanzi; per il Friuli Venezia Giulia Sandra Savino; per il Lazio Claudio Fazzone, che continua ad essere sotto processo per abuso d’ufficio per aver invaso l’Asl di Latina di lettere di raccomandazione, e per il Veneto Marco Marin. “Il primo compito dei neo coordinatori – si legge nella nota – in accordo con il presidente nazionale, sarà la costituzione di un Comitato di presidenza regionale costituito da altri tre componenti che li affiancheranno nello svolgimento delle loro funzioni”.

La discussione entrerà nel vivo dopo l’Epifania, quando Berlusconi tornerà a Roma. Oltre agli incarichi regionali infatti, Berlusconi dovrà definire il comitato di presidenza del partito. Raccontano che l’ex capo del governo non abbia nascosto i malumori ed il suo scetticismo di fronte all’assenza di volti nuovi da inserire nell’organigramma. L’esempio che il Cavaliere continua a citare con i suoi fedelissimi è quello di Matteo Renzi: lui ha fatto una segreteria di new entry – è il ragionamento – mentre da noi si pensa solo a mantenere lo status quo. Ecco perché il Cavaliere continua a insistere nella ricerca di innesti nuovi per il vertice Forza Italia. Una strategia però che su cui il gruppo dirigente del partito ha espresso più di qualche riserva. Il Cavaliere però rimane convinto della necessità di trovare dei nomi nuovi da poter usare anche nel caso si dovesse andare alle elezioni a maggio con le europee: “Vedrete che alla fine Renzi non terrà a lungo in vita il governo”, continua ad essere l’auspicio del Cavaliere.

“L’anno nuovo di Forza Italia comincia all’insegna del lavoro per il cambiamento. Buon lavoro dunque ai nuovi sette coordinatori regionali, a cui personalmente e a nome dei deputati del movimento confermo la massima collaborazione. Soprattutto formulo un grazie a Silvio Berlusconi, che con queste scelte imprime una forte spinta per una politica vicina alla gente” fa sapere Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.