Immigrati schedati, tensioni sociali, quasi clima da odio etnico. È scontro fra l’Organizzazione delle nazioni unite e il Regno Unito dopo che Antonio Guterres, alto commissario per le politiche sui rifugiati, ha criticato aspramente le politiche sull’immigrazione del governo guidato da David Cameron. “Le riforme prospettate andranno a scapito della coesione sociale”, ha detto Guterres, attirando subito le ire dei conservatori britannici e persino dei laburisti. Nell’occhio del ciclone, la proposta del governo di limitare l’accesso ai servizi bancari e sanitari da parte dei nuovi immigrati, facendo loro pagare per ospedali e medici di famiglia, in modo da evitare anche quel “turismo della salute e del welfare” tanto temuto a Londra e dintorni.

La risposta della politica del Regno Unito, appunto, non si è fatta attendere. E l’attacco più duro è arrivato proprio dall’opposizione laburista, con il parlamentare Keith Vaz che ha commentato: “Tocca al parlamento accettare o meno le politiche governative sull’immigrazione, di certo non all’Onu. Se un alto commissario dell’Organizzazione delle nazioni unite arriva a dire la sua sulla politica di un Paese, questo apre la strada a nuove prospettive che, francamente, non sono fra le competenze dell’Onu. Altrimenti loro dovrebbero analizzare ed eventualmente censurare le leggi di ognuno dei 145 Paesi membri”.  

Il dipartimento britannico per lo Sviluppo internazionale ha dato, solo all’Unhcr, l’ente dell’Onu per la tutela dei rifugiati, 210 milioni di sterline fra il 2009 e la fine del 2013. Nel 2012, il Regno Unito è stato il sesto più grande contribuente in assoluto. Così, un ex ministro di sua maestà, Andrew Mitchell, che tra il 2010 e il 2012 ha avuto le deleghe per lo Sviluppo internazionale, ha aggiunto: “Considerato anche lo sforzo britannico, Guterres non deve interferire”. E una pattuglia di parlamentari conservatori ha commentato: “L’Onu si occupi del dramma dei rifugiati siriani e pensi a spendere bene il denaro che arriva da ogni parte del mondo”.

Il governo britannico ha proposto le leggi restrittive a causa dello spauracchio, che è soprattutto mediatico, dell’arrivo di centinaia di migliaia di rumeni e bulgari a partire dal primo gennaio del 2014, quando le restrizioni all’immigrazione da quei Paesi spariranno. Poco importa la libertà di movimento all’interno dell’Unione europea: nel Regno Unito non ne vogliono sapere e la campagna sui quotidiani e sui tabloid si fa sempre più forte. Ma la preoccupazione di Guterres, che è stato anche primo ministro socialista in Portogallo fra il 1995 e il 2002, è che le restrizioni aprano la strada a tanti problemi per l’integrazione degli immigrati legali e dei rifugiati politici e umanitari. I conservatori hanno così replicato: “Utilizza un linguaggio isterico”. Con Bob Neil, dirigente dei conservatori, che ha detto: “Non accetteremo lezioni da un politico portoghese che, dopo non avere avuto successo nel suo Paese, si è trasformato in un burocrate delle Nazioni unite”.