La parola d’ordine è #notristezza in cucina. È quello che si può intuire sarà il leitmotiv della terza edizione di MasterChef Italia in onda a partire da giovedì 19 dicembre su Sky (per 12 prime serate). Il cooking talent prova a sfidare se stesso per migliorarsi cercando momenti divertenti, prove all’esterno internazionali (si sconfina a Marrakech), prestando attenzione alla cultura gastronomica dei territori, inserendo sorprese nel normale andamento delle sfide per togliere sicurezza ai concorrenti (per esempio scambi della famigerata Mistery Box).

Poi ci sono loro, i tre giudici, Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich sempre più star e sempre più capaci di interpretare il ruolo televisivo e chiamati a interagire maggiormente con gli aspiranti chef a loro volta più personaggi. Come dice Bastianich “alla fine è un gioco di cucina e il cibo è il vero protagonista. Vince quindi chi cucina meglio, le vere star sono i concorrenti”. Semplice, si direbbe, ma non è così, perché realizzare ogni anno una nuova edizione è un gioco gattopardesco che richiede grande capacità di innovare perché tutto rimanga uguale. “In questa edizione – continua l’imprenditore italo-americano – c’è il coraggio di fare un programma cambiando le regole e provare strade diverse dagli altri”. Una delle soluzioni scelte è dare spazio agli aspiranti chef e alle loro vicende personali. “È stato divertente – ha commentato Barbieri – e racconta uno spaccato dell’Italia, in questa edizione abbiamo trovato grandi personaggi. Grazie a questo programma poi c’è una maggiore consapevolezza delle materie prime e dei prodotti locali. È un programma che arricchisce la gente a casa”.

La terza edizione di MasterChef vede nella fase finale 20 concorrenti (nelle precedenti versioni erano in 18) provenienti anche da paesi e tradizioni culinarie differenti (Marocco, Polonia, Corea, Togo, Senegal) sfidarsi dopo un casting che ha visto in 15mila presentarsi alle prime selezioni e 100 mostrare il proprio talento con un piatto singolo ai tre giudici che hanno deciso se potevano passare alla fase successiva. Sono previsti ancora una volta ospiti di eccezione tra cui Graham Elliot, giudice di MasterChef Usa e chef tra i più celebri negli Stati Uniti, ma anche Enrico Crippa, super cuoco italiano, o Philippe Leveill, chef stellato di fama mondiale.

Un’altra novità è una sorta di spazio-bar dove i tre giudici si ritireranno per momenti di relax o di confronto: “Noi tre abbiamo un buon feeling – ha commentato Cracco – curiamo ognuno il proprio concorrente e ce lo cuciniamo a dovere. Il nostro segreto è che siamo diversi, ma stando insieme facciamo emergere le nostre qualità. Così è più facile lavorare. Grazie a MasterChef il concetto che emerge è che la cucina non è più un valore per pochi, anzi il concetto è che la cucina è per tanti, ed è bello tutto ciò che le sta attorno”.

L’ultima novità riguarda la finale, il quarto d’ora decisivo, quello in cui i tre giudici nominano il vincitore della gara: sarà realizzato in diretta il prossimo 6 marzo così da evitare che trapeli il nome del nuovo MasterChef ma anche per aumentare l’alone di mistero e attesa intorno al talent show più in della tv.

di Massimiliano Carbonaro

www.puntarellarossa.it