La filiale milanese Sitel chiude: 114 operatori di HP Hewlett Packard Italia da marzo 2014 saranno senza lavoro. Entro la prossima primavera tutto il supporto in lingua italiana sarà spostato in Serbia, a Belgrado. La delocalizzazione dei call center inizierà a gennaio. Nessuna prospettiva di mobilità per i lavoratori, già cassaintegrati da sei mesi, che oggi rischiano di non ottenere nemmeno la cassa in deroga. Dalle 9 del 16 dicembre i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti alla sede di Regione Lombardia mentre mercoledì 18 la protesta si sposterà davanti ad Assolombarda. Sostenuti da Sei (Sindacato europeo intercategoriale) e Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria), gli operatori call center chiedono un’alternativa al licenziamento.

Con la manifestazione, a cui hanno partecipato una cinquantina di cassaintegrati Sitel, i rappresentanti sindacali hanno ottenuto una convocazione nell’ufficio del commissario del Lavoro: “La risposta della Regione è stata quella che ci aspettavamo: non possono intervenire, dicono, sulla situazione del mercato lombardo. Però ci hanno anticipato che da gennaio metteranno in campo degli sgravi fiscali per le aziende che vogliono restare sul territorio”, dichiara Fabrizio Di Mauro, sindacalista di Rsu/Sei. Ormai però per i 114 operatori call center Sitel prossimi al licenziamento i giochi sono fatti: “Non ci sono nuove commesse e senza HP lavorativamente siamo morti – spiega ancora Di Mauro – È davvero un peccato perché sono ragazzi giovani, in media dai 25 ai 35 anni: un’età su cui le aziende che operano in Italia dovrebbero investire. E invece si preferisce spostare le attività altrove dove il costo dei servizi è minore. In questo modo ci si sgrava di alcuni costi, ma si contribuisce a creare un deserto impiegatizio nella nostra metropoli. E le controindicazioni della delocalizzazione di servizi come il nostro sono anche altre”.

La sede milanese gestisce infatti dati sensibili di tutta Italia: codici numerici e identificativi, oltre che carte di credito. Secondo gli operatori call center che da dieci anni lavorano nella sede milanese lo spostamento di questi materiali in un paese che non rientra nella Comunità europea potrebbe creare qualche disagio e venire meno alla legge sulla privacy vigente in Italia. “Il nostro è anche un discorso a favore dei consumatori che acquistano un computer in un negozio italiano non sapendo che l’assistenza sarà gestita all’estero“, afferma Di Mauro. Da dieci anni la sede milanese di Sitel si occupa dell’assistenza HP consumer, rispondendo quotidianamente alle migliaia di chiamate dei clienti in difficoltà. Sei mesi fa per dichiarato esubero l’azienda mette in cassa integrazione a rotazione i dipendenti: da 1100 euro netti mensili ciascun lavoratore percepisce 250 euro in meno ogni mese. “Lo scopo palese era quello di abbassare le retribuzioni, ma nonostante l’incertezza del nostro futuro lavorativo continuavamo a garantire all’utenza servizi ad alta qualità – racconta Pierpaolo Benini, operatore HP – Peccato che da un giorno all’altro senza nessuna trattativa e nessun incontro con i lavoratori ci siamo ritrovati a rischio licenziamento. Mobilità e buonuscita? Ad oggi neanche l’ombra”.