Una prova di quanto siano segrete le discussioni di questi giorni all’interno della Chiesa d’Inghilterra è anche il fatto che finora quasi nessuno abbia scritto o parlato. Ma il sinodo dei vescovi anglicani ha approvato oggi la proposta per l’ordinazione delle donne vescovo. Si tratta del primo via libera alla storica riforma che dovrebbe concludere il suo iter l’anno prossimo, ma segna comunque la sconfitta dell’ala tradizionalista. I voti in favore sono stati 378, otto contrari e 25 astenuti. 

La questione già da qualche anno sta consumando nervi e fiducia di una gran parte dei credenti. La “rivoluzione” appare ora vicina, dopo che un uguale tentativo naufragò l’anno passato. E presto, forse dal 2015, le prime donne vescovo saranno pronte a propagandare la fede della Chiesa d’Inghilterra.

Non che nel culto anglicano manchino le donne in ruoli chiave. Al momento, infatti, la più conservatrice pare proprio la Chiesa d’Inghilterra e Galles, mentre altre organizzazioni della stessa Chiesa anglicana – come quella d’Irlanda o quella d’Australia – hanno già effettuato le prime “sperimentazioni”, concedendo ad alcune donne vescovati di minore importanza. Intanto, però, in questi giorni nel sinodo spaccato a metà si è discusso anche di istituire una sorta di “arbitro”, una figura indipendente in grado di risolvere le dispute ecclesiastiche. Un’ennesima prova di una democrazia interna molto più forte rispetto a tante altre confessioni cristiane, nelle quali raramente è lasciato spazio al potere che arriva dal basso. Intanto, proprio sulle donne vescovo, nelle ultime ore il segretario generale del sinodo, William Fittall, ha detto che un eventuale fallimento “potrebbe avere conseguenze molto serie”. Si sa, anche in Inghilterra, che una certa chiusura della gerarchia ha di certo contribuito alla crisi di vocazioni e di fedeli di questi ultimi anni. Chiese sempre più deserte, se non in periodo natalizio, e una comunità di credenti sempre più impegnata attorno a progetti sociali rispetto alla vita di chiesa.

Tuttavia la decisione di oggi è solamente propedeutica e di indirizzo al voto finale sulla questione, da tenersi nel luglio del prossimo anno, quando tutti gli uomini – e le donne – della Chiesa anglicana con diritto di voto saranno chiamati a dire la loro. Ma un’apertura alle donne vescovo da parte del sinodo – dicono commentatori ed editorialisti – rappresenta il sigillo quasi finale a questa riforma attesa da anni. Così, il voto del 2014 dovrebbe essere solamente una conferma su base popolare di quanto deciso in questi giorni dal gruppo dei vescovi. L’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams – massima autorità della Chiesa anglicana dopo la regina Elisabetta II – ha tuttavia sottolineato anche la necessità di una nuova evangelizzazione. Nel Regno Unito le si sta provando veramente tutte per riavvicinare fedeli smarriti e credenti pieni di dubbi. Così, poche settimane fa, Williams è intervenuto pubblicamente persino sui limiti e le criticità delle società di prestiti e sull’elevato costo delle tariffe energetiche. Se gli uomini escono dalla Chiesa, la Chiesa entra nelle loro case, sempre di più.  

Aggiornato dalla redazione web alle 14,44