Che di Rosario Crocetta era meglio non  fidarsi lo avevo scritto in epoca non sospetta. Avevo raccontato dei personaggi a dir poco impresentabili che lo avevano sostenuto in campagna elettorale, avevo riferito, credo in assoluta solitudine, del suo fulmineo ossequio all’editore indagato per mafia Mario Ciancio Sanfilippo che, con i suoi giornali e le sue televisioni, era stato uno dei suoi più importanti supporter elettorali. Avevo scritto, mentre davanti alla sua elezione gran parte dei commentatori gridava ‘osanna’ come nella famosa sequenza di Jesus Christ Superstar, che si sarebbe aperta una fase di governo a dir poco scellerata per la Sicilia.

La prova dei fatti – caratterizzata da gaffe, annunci roboanti poi sistematicamente tradotti in un nulla di fatto, da strampalate nomine di assessori e via discorrendo – sembravano darmi ragione. Vi è stato però un momento nel quale ho detto: cavolo guarda che hai toppato. Crocetta sarà pure quel che sarà, ma ha fatto una cosa giusta, anzi di più: ha mostrato di avere gli attributi. Ne hai parlato male, caro Rizzo, ma Crocetta ha fatto una cosa che dimostra ascolto per il volere della gente, un atto che per difendere la salute dei siciliani, va addirittura contro le ferree regole atlantiche. Questo qui – mi sono detto – per una volta ha osato dire un no secco niente meno che agli americani: Mister Obama mi dispiace, qui il suo radar non ci può stare.

Quando Rosario Crocetta ha revocato le concessioni rilasciate dalla Regione per l’installazione del Muos a Niscemi, ve lo giuro, sono stato sul punto di pigliare carta, penna e calamaio e fargli pubbliche e sentite scuse per i giudizi che mi ero formato su di lui.

Esistono però gli dei che, quando stati per fare una minchiata grossa, ti fermano; ti fanno venire impudigghi in mezzo ai piedi, ti coprono di cosa da fare. Mi sono fatto persuaso che sul monte Olimpo ci deve essere per queste eventualità un ministero apposta. Oggi leggo una serie di solenni seccature che mi sono capitate in questi mesi, alla luce di un’azione egli dei per bloccarmi dal fare la solennissima minchiata di chiedere scusa al Presidente della Regione Sicilia. Se malauguratamente lo avessi fatto, ecco che le gazzette di oggi mi avrebbero fatto fare la figura dello scimunito. Con una serie di giravolte degne della migliore commedia all’italiana, Crocetta ha fatto marcia indietro e ha smentito se stesso, revocando la revoca.

Il nostro, con una nota trasmessa al Ministero della Difesa, ha comunicato che ha deciso di “annullare i provvedimenti con i quali aveva precedentemente revocato le autorizzazioni già rilasciate in passato per la costruzione del Muos…”. Al di la del massacro della lingua italiana, la nota ci racconta un Crocetta, perfetto emulo di Sor Pampurio, che prima mostra i muscoli e poi si mette a tappetino.

Per giustificare la giravolta, il Presidente sventola il parere dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo il quale il Muos non fa male. Parere a dir poco discutibile e basato su presupposti scientifici di incerta valenza. Ma per Crocetta basta e avanza. E’ la scusa perfetta per far marcia indietro e affermare che alla luce dell’autorevole pronuncia non sussiste più il principio di precauzione che aveva portato alla revoca delle autorizzazioni. Peccato che il “principio di precauzione” fosse alla base della motivazione con la quale il Tar aveva bocciato il ricorso avanzato dal Ministero contro la revoca (fatta da Crocetta) dei provvedimenti autorizzativi. Il Ministero, com’era prevedibile, ha fatto ricorso in appello, ma Mr. Crocetta è stato più svelto e ha mangiato le carte come Fantozzi.

Dal suo megafono è partita la nuova parola d’ordine. Contrordine compagni: il Muos non è pericoloso, anzi fa bene: fa crescere i capelli ai calvi, raddrizza gli storpi e fa tornare la vista ai ciechi. Poi, se per vostra disgrazia fate parte di quella parte di italiani che soffre di eiaculazione precoce o di problemi erettili non date retta alla pubblicità con i fiammiferi che vi invita a correre dallo specialista: niente paura, quindici giorni sotto le antenne di Niscemi e Rocco Siffredi vi fa un baffo.