Se Berlusconi mette le sue esigenze davanti a quelle del Paese vuol dire che vuole la crisi di governo. Guglielmo Epifani, dopo le uscite degli ultimi giorni del Cavaliere, cerca di riequilibrare i rapporti all’interno dell’esecutivo di larghe intese. “Berlusconi stia attento a non mettere in crisi il governo per le sue personali ragioni – afferma il segretario del Pd – perché se fa così vuol dire che non gli interessa del Paese, ma solo di se stesso”. Insomma, se il leader alza troppo i toni, il governo barcolla: “Saranno i fatti a dimostrare le vere intenzioni di Berlusconi – ha proseguito – perché in passato ha spesso anteposto le sue esigenze a quelle del Paese”. Epifani ha sottolineato che “ogni tanto si alza la voce dal centrodestra e ogni tanto la si abbassa, vedremo e valuteremo cosa succede nei prossimi mesi”.

Dopo alcune parentesi sui alcuni temi dell’azione di governo come l’Iva (“Meglio non aumentarla”) e la disoccupazione giovanile (“I pochi soldi che ci sono devono andare lì”) Epifani parla dei ballottaggi del prossimo fine settimana: “A Roma la faremo finita con questa guida di centrodestra e con questo sindaco che per una ragione o per l’altra continua ad avere problemi. In tutte le giunte di Veltroni e Rutelli non ci sono mai state inchieste della magistratura. Roma vuole il cambiamento, perchè i cittadini sono abituati ad avere giunte oneste e non arraffone e impegnate solo ad occupare posti”. Il segretario democratico vede in un eventuale buon risultato ai ballottaggi un canale di nuovo ossigeno per il suo partito: “Se vinciamo le elezioni risaliremo e il centrodestra abbasserà un po’ le penne – dice – Dopo il voto il centrodestra si è innervosito, perché seppure stando insieme al governo noi vinciamo le amministrative, e loro no. Significa che il nostro senso di responsabilità è stato riconosciuto dalla gente”.

Ad ogni modo secondo l’ex segretario della Cgil “dobbiamo restare con i piedi per terra, ma i risultati delle amministrative hanno dimostrato che il nostro popolo c’è  e se scegliamo le persone giuste la gente i cittadini ci danno fiducia”. Epifani ha sottolineato che il Pd “deve avere l’umiltà di ammettere quando sbaglia”, perché “non siamo a una altezza tale per cui non ci possiamo far giudicare”. Il segretario del Pd ha quindi ribadito il sostegno al governo di Enrico Letta: “Non mi piace la sinistra che fugge, perché se non si ha il coraggio di governare quando c’è la crisi siamo inutili per le persone. Quando le cose vanno bene – ha concluso – è capace di governare anche la destra”.

Sulle critiche a Berlusconi la risposta a Epifani arriva da Sandro Bondi e Laura Ravetto. “Capiamo che ci sono le elezioni amministrative – dichiara l’ex ministro – e che Epifani debba lisciare il pelo al proprio elettorato più riluttante, ma per rafforzare il governo bisognerebbe alimentare uno spirito positivo di maggiore comprensione reciproca piuttosto che soffiare sulla diffidenza e sui sospetti”. La Ravetto aggiunge: “Il segretario del Pd eviti rappresentazioni del tutto fantasiose o improbabili dietrologie”. Per Renato Brunetta “la violenza della minaccia di Epifani a Berlusconi è gravissima”, mentre per Renato Schifani “continua a ripetere, anche in campagna elettorale per le amministrative, la stanca e falsa litania sui toni e gli interessi personali del presidente Berlusconi”.