Bombe contro la Ztl. Accade a Napoli, terza metropoli d’Italia, Europa. La rabbia, l’esasperazione, la frustrazione di commercianti in bolletta si scaglia roboante e minacciosa contro il sindaco Luigi de Magistris e la sua traballante Giunta. Più che una protesta sembrava un avviso di sfratto coatto. Scopro operatori commerciali che finalmente dopo 35 anni compatti invadono strade e vicoli e manifestano incazzati. Il prossimo corteo – ne sono sicuro – sarà contro l’oppressione del racket e dell’usura. Finalmente anche a Napoli nascerà il movimento “Addio pizzo”. Commercianti, negozianti, titolari di supermercati e discount denunceranno boss e affiliati. Chiamati dall’autorità giudiziaria non diranno : “Non ricordo” come accadeva in passato ma inchioderanno con grinta e coraggio il loro estorsore. Ne sono certo. Ne sono sicuro. Ne sono convinto. A Napoli soffia un nuovo vento di ribellione. La Ztl è solo l’inizio. Meno male. Quasi perdevo la speranza. Quasi credevo che i miei concittadini si muovevano solo se “qualcuno” ordinava il “facimm ammuina”. Invece non è così. I commercianti partigiani sfileranno arrabbiati con il sangue agli occhi. Porteranno dai vari quartieri della città, cartelli con i nomi e i cognomi dei camorristi che li opprimono. Anzi un gruppetto di esercenti esagitati si staccherà dal corteo e a colpi di bombe carta faranno un gesto dimostrativo sotto le abitazioni dei “mammasantissimi”. Respiro meglio, adesso. Un’onda lunga scuote la coscienza dei miei concittadini.

Certo qualche nota stonata – a dire il vero – l’ho registrata. A Piazza Pignasecca, nel centro storico di Napoli, dichiarata in pompa magna “area derackettizzata” ho visto alcuni movimenti sospetti. Gli ambulanti abusivi, i commercianti cinesi – sicuramente non aderenti alla Confcommercio – sono scomparsi dalle strade di Napoli. Proseguendo lungo via Toledo non c’era neppure un venditore extracomunitario di borse e cianfrusaglie. A via Cisterna dell’Olio ho beccato un venditore di calzini appollaiato sul suo scooter. A domanda mi ha risposto: “Oggi si comincia alle 13”. Un paio di ambulanti – in confidenza con il sottoscritto – già la sera prima sono stati “avvisati” che dovevano “mettere mano” il primo pomeriggio. Certo non è mancato qualche crumiro che al primo tentativo di tirare su la saracinesca è stato avvicinato da non precisati colleghi e invitato a riabbassare la serranda. All’accenno di una timida interlocuzione ha capito che era meglio desistere.

La protesta c’è stata. Sia giusta, sia sbagliata non è affare mio. E’ sicuramente legittimo dissentire. Non faccio il tuttologo, non faccio dietrologia, non sono posseduto da un’ossessione compulsiva camorristica, non concludo i miei scritti con “poteri forti”, “masso-mafie”, “gomorroidi varie”. Registro i fatti o almeno ci provo. Guardo la filigrana di ciò che accade, tento di svelarne i meccanismi. La Ztl non piace. E allora? La cancelliamo? Anche Piazza Plebiscito inibita al traffico non piaceva. Ora è patrimonio riscoperto e inviolabile dell’identità della nostra città. Chi governa ha il dovere di ascoltare e mi sembra che il primo cittadino anche se in ritardo, anche se colpevolmente, anche se tirato per la giacchetta ha annunciato significative modifiche al sistema delle zone a traffico limitato. Chi pensa o s’illude di consegnare Napoli all’invasione indiscriminata di auto e moto è meglio che si metta l’anima in pace e cambi città. Indietro non si torna. Napoli deve tornare “normale”. In tutto il mondo i centri storici sono chiusi al traffico. Per caso dobbiamo ripiombare al punto che per liberare strade e piazze devono intervenire i giudici con ordinanze di sequestro?

A Napoli è già accaduto, do you remember? Primi anni Novanta in piena tangentopoli. Ecco davanti agli occhi mi ritrovo scene di battaglia e scontri sotto Palazzo San Giacomo. Cosa devo pensare? Una parte di Napoli ha scelto di stare con modi e pratiche diverse con la camorra. Ecco l’ho detto. Mo’ criticatemi pure. Chi se ne fotte! I napoletani onesti credono, vogliono, pretendono il cambiamento. Il sindaco Luigi de Magistris ha diritto di governare, è stato eletto. Il carro bardato di arancione – ricordo – ospitava tanti fans. Ora tutti a puntare il dito. Alla fine si tireranno le somme, il voto sarà lo strumento. Nessuno può permettersi di ricattare, di minacciare, di agitare le piazze. Questo clima da caccia alle streghe non mi piace. Queste alleanze trasversali tra pezzi di città, malapolitica e frange camorriste mi allarma. Gli stessi commercianti uniti e compatti li vorrei vedere uno per uno in faccia quando ogni giorno devono cedere la “spesa” gratis a boss, familiari e affiliati. Ecco con i camorristi nessuno fiata, nessuno protesta, nessuno proferisce parola… testa china e voce tremante. Vigliacchi! Mai nessuno che denuncia un’estorsione.

Il solo che l’ha fatto nel cuore del centro storico è stato Nando Joseph Sumiththa, cingalese, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare il boss Ciro Lepre detto ’o sceriffo, i suoi due sgherri del clan del “Cavone”. Non mi risulta che i commercianti partenopei l’abbiano aiutato. E’ stato isolato. Era un appestato perché aveva denunciato. Nando si è suicidato per disperazione e per difendere i suoi familiariQuesta è la Napoli da cancellare, la Napoli dei vigliacchi, la Napoli dei conigli. Non ho mai fatto il tifo per questa amministrazione e non lo faccio adesso. Ma mi sembra da codardi impallinare chi qualche minuto prima confidenzialmente lo si chiamava “Giggino”. I segnali sono chiari. Mi incuriosiscono anche personaggi come don Franco Rapullino che violando un divieto di pericolo di crollo ha celebrato domenica scorsa la messa nell’antica chiesa cinquecentesca di Santa Maria delle Neve, alla Riviera di Chiaia, mettendo a rischio l’incolumità dei fedeli. Lo stesso sacerdote in un passato, non passato per me, accettava con nonchalance regali dal boss Luigi Giuliano noto come Lovigino e ne sposava la figlia Mariarca con Michele Mazzarella, figlio del boss Vincenzo detto ‘o pazzo condannato poi all’ergastolo.

Basta, basta, basta. La Napoli dell’antica malattia meridionale del “nonsipuotismo”, dev’essere ricacciata via nelle fogne. Napoli è dei napoletani onesti che vogliono addosso il sole caldo della legalità e respirare aria pulita.