Molte sono state le critiche alle affermazioni di grande abbondanza di petrolio dell’ultimo rapporto dell’agenzia internazionale dell’Energia (Iea). In gran parte, le critiche si sono basate sulla disinvoltura con cui la Iea ha estrapolato a lungo termine alcune tendenze degli ultimi anni. Ma un recente studio di Antonio Turiel, ricercatore spagnolo, ha fatto di più; demolendo lo studio alla base. Le conclusioni di Turiel ci dicono, in sostanza, che la Iea sta cercando di venderci petrolio annacquato; proprio come un oste che allunga il vino che serve ai commensali.

Vediamo di seguire il ragionamento di Turiel. Dice: ammettiamo che tutti i dati della Iea siano giusti e prendiamo per buone le sue ardite estrapolazioni. Rimane però un problema: la Iea ci parla di produzione in termini di “barili di petrolio” ovvero in termini di volumi. Ma quanta energia contengono i volumi di risorse “non convenzionali,” che sono la base delle previsioni della Iea?

Qui c’è un grosso problema: un litro di etanolo, per esempio, produce molta meno energia di un litro di petrolio. Lo stesso vale per i biocombustibili, per i gas condensabili e per le altre varie sostanze che compongono la categoria dei liquidi “non convenzionali”. Turiel prende un valore medio del 70% per la resa energetica di queste risorse e corregge il grafico della Iea di conseguenza. Ecco i risultati (figura rielaborata da Marco Pagani)

A sinistra ci sono le previsioni dell’Iea in “barili di petrolio”, a destra gli stessi dati, in “barili equivalenti”, ovvero modificati tenendo conto della minore densità energetica delle risorse non convenzionali, tenendo conto anche del diverso ritorno energetico” (EROEI), ovvero rapporto fra energia ottenuta e energia spesa.

Ma c’è di più! Turiel va a correggere ulteriormente le previsioni dell’Iea usando valori più realistici del declino delle varie sorgenti di energia. Il risultato finale è la figura seguente.

Vedete? Con queste correzioni, a partire dal 2015, circa, saremo in netto declino in termini di disponibilità di energia in forma di liquidi combustibili. E il bello è che questo risultato viene proprio dai dati dell’Iea! Certo, sui numeri utilizzati da Turiel si può discutere. Potremmo usare numeri diversi, ma non cambia il fatto che la correzione riduce notevolmente l’energia che avremo a disposizione nel futuro.

La cosa che colpisce della faccenda è che non ci vogliono grosse competenze per fare queste considerazioni: solo un minimo di cognizione del fatto che il volume e la densità di energia sono due cose diverse. Questo però non ha impedito al rapporto della Iea di diffondersi con successo sui media. Eppure, la grande abbondanza proclamata nel rapporto è soltanto un’illusione; come se ci avessero venduto del vino sfuso del supermercato spacciandolo per Brunello di Montalcino.

L’articolo di Antonio Turiel, tradotto in italiano, lo trovate sul blog “Effetto Cassandra”. Una versione condensata la trovate sul blog “Ecoalfabeta. Il blog di Antonio Turiel, The Oil Crash, lo trovate a questo link (in spagnolo)