“Il 47 per cento degli americani è completamente dipendente dal governo federale… Credono di aver diritto alla sanità, al cibo, alla casa, a qualsiasi cosa”. Parola di Mitt Romney, candidato repubblicano alla presidenza. La frase è stata pronunciata nel corso di una cena con alcuni ricchi miliardari e finanziatori della campagna repubblicana, lo scorso 17 maggio, a Boca Raton, Florida. Il video con la frase incriminata è finito nella redazione della rivista progressista Mother Jones, che l’ha postato sul proprio sito. Quel video potrebbe ora affondare definitivamente la campagna, già seriamente in difficoltà, del candidato repubblicano.

Mother Jones non ha voluto rivelare l’autore del video, né come ne sia entrata in possesso. Sembra comunque che la registrazione sia stata consegnata a David Corn, giornalista di Mother Jones, attraverso l’intermediazione di James Carter, nipote dell’ex-presidente democratico Jimmy Carter e oggi research assistant presso la rivista. Nel video Romney è chiaramente ripreso da una telecamera nascosta, sistemata probabilmente su una sedia a lato del podio, all’insaputa di oratore e ospiti. Dalla cena, cui i finanziatori contribuivano con 50 mila dollari, erano stati esclusi i giornalisti.

Proprio la certezza di non aver testimoni deve aver guidato il ragionamento del candidato repubblicano. Secondo cui, quel 47 per cento di americani sulle spalle del governo Usa “voterà sempre e comunque per Obama“. “Questa è gente che non paga l’imposta sul reddito – continua Romney – e così il nostro messaggio volto ad abbassare le tasse con loro non funziona”. La conclusione di Romney pare naturale, date le premesse: “Il mio compito non è di preoccuparmi di questa gente. Non li convincerò mai a farsi carico e a curare le loro vite. Quello che devo fare è invece convincere il 5-10 per cento di indipendenti”.

Mai nel passato un candidato alla presidenza degli Stati Uniti era stato colto, sia pure in privato, a parlare con un simile disprezzo di quasi la metà dei suoi concittadini. Proprio per questo la campagna di Barack Obama ha immediatamente colto nel ‘video rubato’ un’immensa opportunità. “E’ scioccante sentire Mr. Romney descrivere metà degli americani in questo modo – ha spiegato Jim Messina, manager della campagna democratica – E’ difficile servire da presidente di tutti gli americani, quando hai sprezzantemente escluso metà della nazione”.

In una conferenza stampa precipitosamente convocata dopo le 10 di sera, Romney si è giustificato dicendo che quei concetti, “sia pure esposti in modo non elegante”, sono simili a quelli espressi in altre occasioni. “Ho parlato liberamente, in risposta a una domanda”, ha detto Romney.

Il colpo sembra però difficile da riassorbire. Non è la prima volta che una gaffe verbale mette nei guai il candidato repubblicano. Il problema, questa volta, è l’enormità di quanto affermato e il fatto che le frasi di Romney vengono rivelate in un momento già difficile, a soli 50 giorni dalle elezioni. Qualche giorno fa l’ex-governatore del Massachusetts era finito nei guai, criticato anche da molti compagni di partito, per aver attaccato Obama nel pieno della crisi delle ambasciate, quando quattro cittadini americani venivano barbaramente assassinati. Di più. Sono ormai sempre più le voci, dentro il partito repubblicano, che mettono in discussione la conduzione della campagna elettorale di Romney, che in queste settimane non ha praticamente approfondito alcun dettaglio della sua proposta economica, mantenendosi molto vago sui modi per tagliare le tasse e creare i promessi 12 milioni di posti di lavoro.

Proprio per venire incontro a queste critiche Stuart Stevens, il responsabile della campagna di Romney, aveva annunciato nelle scorse ore un deciso cambiamento di marcia. Romney, nelle intenzioni di Stevens, avrebbe dovuto allargare il messaggio, “non solo al lavoro, ma al deficit, alla sanità, ai valori, alla difesa nazionale”. Un modo per modellare il voto 2012 su una chiara alternativa, pro o contro la gestione del Paese negli ultimi quattro anni. Il video di Mother Jones spariglia però ancora una volta le carte del candidato repubblicano, che pare a questo punto su una china decisamente sfavorevole.

L’ultimo sondaggio CBS/New York Times dà Obama al 49 per cento e Romney al 46 per cento. Sono però soprattutto le previsioni sui ‘battlegrund states‘ a rivelarsi disastrose per l’ex-governatore. Obama sarebbe in vantaggio di 11 punti in Pennsylvania, di 7 punti in Ohio, e starebbe consolidando la sua presa sulla Virginia. Il disprezzo fatto colare su milioni di persone, giudicate come una massa di profittatori e fannulloni, rischia di portare Obama ancora più su e Romney sempre più giù.