Il pericolo di violente proteste contro il film blasfemo su Maometto potrebbe dilagare anche negli Stati Uniti. E’ l’allarme lanciato dalla Fbi, che mette in guardia sulle possibili azioni dei gruppi estremisti. “Il rischio di violenza potrebbe aumentare sia in casa che fuori con il film che continua ad attirare attenzione” avvertono il Federal Bureau e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale che ha invitato le organizzazioni religiose a “riportare prontamente attività sospette”. 

OBAMA: “NON CI RITIREREMO MAI” – Malgrado l’alto tributo che l’America paga costantemente, “gli Stati Uniti non si ritireranno mai dal mondo, perché questa è l’essenza della leadership americana”. Cosi’ il presidente Barack Obama nella cerimonia alla base aerea di Andrews dove ha accolto insieme al segretario di Stato, Hillary Clinton, le salme dell’ambasciatore Chris Stevens e degli altri tre americani uccisi martedì notte a Bengasi. “Anche nel nostro più duro momento di sconforto, resteremo determinati perché siamo americani e andremo a testa alta”, ha concluso il presidente.

UNIVERSITA’ NEL MIRINO – Nel pomeriggio l’allarme è scattato in due università statunitensi, che sono state evacuate. La prima è quella di Austin, in Texas: l’ateneo è stato sgomberato in seguito a una telefonata anonima in cui si segnalava la presenza di esplosivi nel campus. L’autore della chiamata ha detto di essere di Al Qaeda. Nel pomeriggio, però, l’allarme è rientrato e l’ateneo ha riaperto i cancelli. Allarme analogo anche in North Dakota, dove l’università è stata evacuata per un allarme bomba segnalato da una telefonata anonima. Anche in questo caso dall’altra parte del telefono chi ha segnalato la presenza di esplosivo aveva un accento arabo. Lo riporta l’Nbc.

CASA BIANCA: “ATTACCHI NON PREVEDIBILI” – “Non vi era nessuna informazione di intelligence che potesse farci agire in modo da prevenire gli attacchi”. E’ quanto ha dichiarato, nel briefing con la stampa, il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, definendo “false” le notizie dell’esistenza di informative riguardo al rischio di violenze in occasione dell’anniversario dell’11 settembre. “Noi siamo molto attenti per questo anniversario, ma bisogna essere chiari queste proteste sono state in reazione ad un video che è stato diffuso nella regione” sottolineando che “i disordini a cui stiamo assistendo nella regione è una reazione a questo video. Una violenza non giustificabile e da codnannar che non è una reazione all’anniversario dell’11 settembre”.

ALLERTA IN EUROPA. FARNESINA: “AUMENTATA PROTEZIONE” – Le manifestazioni di dissenso, tuttavia, sono arrivate in Inghilterra, dove un centinaio di persone si sono date appuntamento a Londra di fronte all’ambasciata americana per protestare contro il fim su Maometto. Anche in considerazione di questo focolaio ‘occidentale’, massima allerta anche in Italia. In una circolare indirizzata dal Viminale a tutti i prefetti e i questori si raccomanda di rafforzare la vigilanza sugli obiettivi sensibili. In particolare sedi diplomatiche Usa e israeliane. “La Farnesina ha attivato tutte le misure necessarie per proteggere la sicurezza del corpo diplomatico e degli italiani che si trovano nelle zone interessate dagli scontri di questi giorni” ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, in merito alla situazione dei nostri diplomatici in Oriente. ”Non ritengo che per il momento ci siano assolutamente motivi di allarme per gli italiani” ha aggiunto il titolare della Farnesina, secondo cui il nostro Paese “è rispettato e considerato amico dai grandi Paesi arabi e dalle loro leadership e lo dimostra anche la visita a Roma del premier egiziano Mohamed Morsi”.

GOVERNO TEDESCO: “STOP A VIOLENZE” – Nel frattempo, il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, dopo aver assicurato che tutto il personale dell’ambasciata di Berlino in Sudan è al sicuro, ha espresso il suo parere sulla pellicola blasfema e su quanto sta succedendo nel mondo islamico. “Io capisco l’indignazione della comunità islamica per questo video odioso – ha detto Westerwelle -, ma ciò non giustifica la violenza, gli attacchi alle ambasciate e l’uccisione di persone. Questo video insopportabile ha offeso i sentimenti della comunità islamica e io lo condanno – ha concluso -, ma la volenza deve finire subito”. Le proteste nel mondo islamico tengono in apprensione anche Mario Monti e Angela Merkel, che hanno espresso “una comune preoccupazione nei confronti della situazione in Medio Oriente, a seguito di recenti manifestazioni di violenza”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. Il Presidente Monti ha in particolare espresso al Cancelliere la sua solidarieta’ per i disordini che hanno coinvolto l’Ambasciata tedesca a Khartoum.

IL REGISTA DEL FILM (CHE ERA IN LIBERTA’ VIGILATA): “NESSUN PENTIMENTO” – E mentre il mondo arabo è in fiamme, chi ha prodotto il film incriminato getta altra benzina sul fuoco della protesta. “No, non me ne pento. Sono addolorato per la morte dell’ambasciatore Usa, ma non mi pento di averlo fatto”. Il produttore del film, come aveva già fatto, ha detto alla radio americana in arabo di chiamarsi Nakoula Basseley Nakoula e di essere un copto di 55 anni che vive in California. “Sono stato io a mettere in rete l’estratto di 14 minuti del film e sto pensando se pubblicare la pellicola integrale” ha aggiunto, specificando di avere “un messaggio per il mondo intero e non solo per i musulmani. Spero che vedrete il film integrale prima di giudicare”. Sam Bacile (questo il nome d’arte dell’uomo), però, potrebbe andare presto in galera. La giustizia americana ha avviato un’indagine pe verificare se abbia violato i termini della libertà vigilata concessagli, dopo essere stato condannato a 21 mesi di prigione nel 2010 per una frode bancaria.