Illustrazione ALE + ALE

Passata la sbornia della “caduta” di Silvio Berlusconi è arrivato il momento di interrogarsi sul futuro dell’Italia. Hanno ragione gli ottimisti e gli ultimi eventi sono l’inizio di una nuova fertile stagione politica e sociale ? Oppure il destino ineludibile del paese è quello di ritrovarsi nella malamente pluricitata frase del Gattopardo “Bisogna che tutto cambi perché niente cambi”? I problemi dell’Italia sono strutturali e antropologici o contingenti?

A queste domande risponde Sir David Gilmour, intervistato da Alessio Altichieri. Gilmour e’ autore del libro ancora inedito in Italia, “The pursuit of Italy” (La ricerca dell’Italia), nel quale il baronetto inglese dipinge un quadro che  sembra negare ogni speranza: “I punti di forza dell’Italia sono la diversità e la ricchezza culturale, le sue tradizioni regionali, il potere e la stabilità della famiglia. Le debolezze sono altrettanto chiare: corruzione, burocrazia, crimine organizzato e uno Stato nel quale la maggior parte dei cittadini non riesce a identificarsi”.

Saturno inoltre cerca di capire se gli storici contemporanei nostrani possono smentire l’analisi di Gilmour. Antonio Armano confronta le voci, tra le altre, di Francesco Perfetti (LUISS) e Emilio Gentile (La Sapienza). I quali arrivano a dimostrare una tesi comune: dai tempi bui della dittatura fascista alle varie forme di rinascita che si sono susseguite nella storia una sola caratteristica distingue l’Italia da tutti gli altri paesi, il potere forte per eccellenza: lo Stato Vaticano.

E poi, come tutte le settimane vi aspettano le pagine multimediali di 2.Saturno 2.0, le rubriche di Alessandro Bergonzoni, Giovanni Pacchiano e Gianni Canova.

Infine, chi pungerà questa settimana la vespa di Riccardo Chiaberge?