Oggi ci è dato sapere che l’Italia avrebbe scelto di passare sotto monitoraggio Ue/Fmi, di “sua iniziativa”, come dice Barroso. Per il galateo mondiale, è l’ultimo schiaffo all’Italia. Altro che risatine dall’ex-socio/avvocato della “5” francese, Sarkò, assieme all'”inchiavabile” Merkel.

Imbarazzo pure nella stampa nostrana per giustificare, spiegare la situazione, perché in chiave di lettura italianissima farebbe così di spelling: “f-i-g-u-r-a-d-i-m-x-x-x-a-m-o-n-d-i-a-l-e”, prima di pensare a qualsiasi altro problema. Tipo lasovranità limitata, nel senso proprio, vero, non solo “deviato”, perché qui tra due basi Nato e tre tensioni si può capire benissimo cosa sta succedendo mentre la pizza margherita è venuta a costare 12.000 lire in euro.

Nel frattempo, non vorrei offendere nessuno ma leggo, ovviamente su Le Monde e Libération, che l’Italia è messa sotto “sorveglianza” per volontà del Fmi. Chiaramente, non lo è affatto, una scelta.

Forse ancora più eloquente la frasina su Le Monde: “Un team di esperti dovrebbe dunque recarsi in Italia ogni tre mesi per fare il punto sulla salute economica del Paese e valutare i progressi fatti riguardo alle riforme decise da Roma“. Tipo le gite turistiche dell’Aja in Iran?

Scusate ma il caffè ce l’abbiamo ancora?