Nel paese in cui oltre 140 giornalisti liberi, soltanto nell’ultimo anno, sono stati minacciati dalle mafie, ad essere premiati sono sempre e comunque i peggiori. A questo contribuisce la perniciosa gestione della Rai targata Lorenza Lei (non credevo potesse fare peggio di Masi, ma pare ci stia riuscendo), che continua a consentire a figuri come il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e come l’ex comunista Giuliano Ferrara di inondare le nostre case di rigurgiti berlusconiani della peggior risma. Il fidanzato della deputata del PdL Gabriella Giammanco (nipote del boss di Bagheria Michelangelo Alfano), ieri sera ci ha fatto omaggio dell’ennesimo editoriale ad personam a tutela del povero Silvio Berlusconi che, aggredito dai giudici comunisti e dalla grande stampa, è riuscito comunque a varare “una manovra gigantesca per salvare l’Italia”: se i risultati sono le immense proteste a macchia di leopardo nel tessuto sociale italiano e il declassamento del debito, effettivamente si potrebbe definire gigantesca, sì, ma.. una gigantesca presa per i fondelli! A poco vale la dichiarazione debole e zoppicante del direttore Garimberti: “l’opinione espressa stasera dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini è strettamente personale e non impegna in alcun modo la Rai”. Se così fosse, allora dovrebbe essere consentito a qualunque cittadino di sedere di fronte a quella telecamera e di dire qualunque cosa, tanto poi basterebbe dire che quella è un’opinione strettamente personale che “non impegna la Rai”.

Da non sottovalutare è anche il delirante comizio di Ferrara, che durante la prima puntata del suo “Radio Londra”, nel consigliare al premier di comportarsi come “un eroe”, aveva definito i giudici napoletani dei “ragazzotti in cerca di protagonismi”. Mi ha ricordato tanto Francesco Cossiga, che con scherno definì “giudice ragazzino” Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990. Saranno ventuno anni domani.

Dunque ieri sera abbiamo avuto l’ennesima indecente manifestazione del fenomeno Raiset, il monopolio berlusconiano della tv di Stato: un fenomeno unico al mondo, che all’estero fa strabuzzare gli occhi a chiunque. E così, mentre vengono chirurgicamente epurati, direttamente o per induzione, i professionisti validi (in termini di audience e di qualità dell’informazione) come il direttore di Rai 3 Ruffini e la conduttrice di “Parla con me” Serena Dandini, i servi del potere rimangono sulle loro comode poltrone a sindacare sull’operato della magistratura distorcendo i fatti, che dovrebbero essere invece raccontati fedelmente e con dovizia di particolari, come deontologia professionale comanda.

Per questo continuo a dire che il controllo della Rai da parte dei partiti e dei potentati non può più avere luogo, perchè non fa che danneggiare l’azienda e i contribuenti a vantaggio della propaganda di regime. La politica deve abbandonare le stanze della tv di Stato, subito.