Silvio Berlusconi non deve dimettersi. La difesa incondizionata del Cavaliere arriva da Rai Uno, a firma di Augusto Minzolini e Giuliano Ferrara. Il direttore del Tg1, in un nuovo editoriale subito seguito dalle polemiche, sostiene che il premier non deve farsi condizionare dal “diktat della magistratura, che non lo vuole”, né dal “giudizio della grande stampa, a cui non è mai piaciuto”. Di “eroe popolare che ha ingombrato l’immaginazione pubblica” parla invece il conduttore di Radio Londra e direttore de Il Foglio. Per questo il presidente del Consiglio “non può comportarsi da imputato, da indagato, da uomo politico alla stregua di tutti gli altri”: deve scusarsi e poi passare al contrattacco, “perché il vero scandalo è nelle intercettazioni”.

Minzolini parte dal commento di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera di sabato, che chiedeva un cambio alla guida del governo in seguito all’ennesimo scandalo delineato dall’inchiesta di Bari sulle escort fornite al presidente del consiglio dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini. Per il direttore del Tg1, le intercettazioni diffuse “ledono pesantemente la privacy di Berlusconi”, e sono relative a procedimenti in cui il presidente non è indagato (Bari) o è parte lesa (Napoli). In più, argomenta Minzolini, non c’è stata alcuna scissione nella maggioranza, a differenza di quando nacque Fli. Dunque non c’è nessun motivo perché debba farsi da parte il governo “che ha varato una manovra gigantesca per salvare l’Italia”

Il presidente della Rai Paolo Garimberti prende le distanze in tempo reale: ”Fermo restando il diritto di ogni direttore di fare editoriali o commenti, magari senza eccedere in termini di frequenza, l’opinione espressa stasera dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini è strettamente personale e non impegna in alcun modo la Rai”.

Ma dalla Rai arriva anche un’altro intervento a favore del premier, pochi minuti dopo quello di Minzolini: ”Berlusconi deve scusarsi, non c’è niente di male a chiedere scusa – dice Ferrara nella prima puntata di Radio Londra -. Berlusconi può farlo, è molto sorridente. Poi deve contrattaccare, perché l’Italia che lo ama lo aspetta. Deve dire ‘io mi scuso, sono umile, so di avere sbagliato, ma il vero scandalo è nelle intercettazioni, la mia vita privata viene usata strumentalmente per abbattere la mia funzione pubblica’”.

Secondo Ferrara, il premier “ha commesso cose sgradevoli, come maneggiare troppi contanti, parlare con un telefonino peruviano. Anche nei comportamenti che riguardano il pubblico, come nell’uso degli aerei di Stato e delle raccomandazioni, si è comportato con sciatteria”. Per questo Berlusconi deve scusarsi. E poi contrattaccare: “Deve andare a Napoli dai giudici, da questi ragazzotti in cerca di protagonisti. Che c’entra con il ricatto, il fatto che amici insistenti ti spillano quattrini. Deve dire ‘Io sono generoso, aiuto gli amici, trovate un reato in questo?'”. Continua Ferrara: “Berlusconi non è un indagato qualunque. E’ un eroe popolare che ha ingombrato l’immaginazione pubblica. Un pezzo del Paese lo odia fortissimamente, un altro lo ama. Berlusconi non deve comportarsi da imputato, ma da eroe. Lo hanno incastrato con metodi di dubbia legalità. E ci sono 100mila intercettazioni, poi ce ne saranno altre 100mila e altre 100mila. Una procura dopo l’altra che lo insegue”.