I morti di Casale Monferrato ringraziano chi ha voluto e votato per il “processo lungo“!
Stiamo parlando delle vittime dell’amianto, di coloro che sono morti a causa delle conseguenze dirette o indirette dei processi di lavorazione  utilizzati dalla Eternit, la grande fabbrica svizzera che ha indissolubilmente legato il suo nome a quella che viene ormai considerata una delle più grandi stragi che si siano mai consumate in uno stabilimento industriale nel dopoguerra..

Per anni  dirigenti di quella fabbrica hanno finto di ignorare i rapporti e le perizie, anzi per decenni si è negato che esistesse  un qualsiasi rapporto tra le decine di morti per tumore e l’amianto.
Per anni chi ha provato a gridare contro la “fabbrica della morte” è stato considerato un estremista, un provocatore, un sabotatore della ricchezza collettiva, sino a quando un pugno di donne e di uomini, con l’aiuto di alcuni coraggiosi medici, di qulche giornalista, e di sindacalisti con la schiena dritta, sono riusciti a vincere la loro battaglia dimostrando inequivocabilmente il nesso tra quelle centinaia di morti e l’amianto.

Nel frattempo la catena delle morti era continuata, anzi ai lavoratori e alle lavoratrici si erano aggiunti i loro  familiari, altri cittadini, coloro che, in qualche modo, erano stati a contatto con le polveri assassine, anche solo per il lavaggio delle tute degli operai.

Per questo tutta Casale e tutta l’Italia che prova orrore per le morti sul lavoro avevano accolto positivamente la  notizia che, a Torino, si era finalmente aperto il processo sulla vicenda Eternit, il più grande e clamoroso processo mai celebrato in questa materia, e non solo in Italia.
Adesso anche questo processo è a rischio,  grazie al “processo lungo” gli avvocati dei cosiddetti imprenditori potrebbero giocare la carta dell’allungamento, della moltiplicazione dei testi, della centuplicazione delle deposizioni con l’unico obiettivo di impedire la sentenza, di guadagnare tempo, di usufruire  di tutti gli sconti possibili, di difendersi, tanto per cambiare, non nel processo, ma dal processo.

Tutto questo, per l’ennesima volta, è stato voluto solo e soltanto per proteggere il capo e i suoi scherani, alla faccia dei diritti di tutti gli altri, altro che garantismo e giustizia giusta , qui siamo in presenza di una vera e propria banda che, prima di andarsene, non esiterà a buttare dalle finestre di tutto, di più, costituzione compresa.

Il presidente Napolitano ha fatto appello alla coesione sociale, ebbene provvedimenti simili ammazzano qualsiasi forma di coesione. Perchè uccidono il principio di uguaglianza, perchè offendono tante  vittime innocenti, a cominciare da quelle di Casale Monferrato, e non solo.
Un tempo la Lega sventolava il cappio per reclamare ordine e legalità. Adesso, al contrario, è stata presa al cappio ed obbedisce ai voleri di un vecchio satrapo.
Altro che i ministeri a Monza, vadano a Casale Monferrato a spiegare ai familiari dei tanti “fratelli bianchi del nord morti in fabbrica” perchè, sino ad oggi, hanno votato sempre e comunque, di tutto, di più, di peggio!

P.S. Gli avvocati dei familiari escludono che la nuova norma si possa applicare al processo Eternit perchè il dibattimento si è già concluso. Meglio così, purtroppo si applicherà a tanti altri processi relativi alle morti sul lavoro.