Nel Consiglio Federale della Lega, che si è appena concluso a Milano, si è parlato a lungo anche dei ministeri al nord. E si è detto che il loro trasferimento è già, di fatto, “previsto per legge”. A questo proposito, raccontano diversi partecipanti alla riunione, sono stati citati l’articolo 2, comma 4, del decreto ministeriale del 29 ottobre 2001 e il Regio Decreto numero 33 del 1871. In queste norme, “è stato sottolineato nel corso della riunione, si stabilirebbe che Roma è sede del governo, ma non si parla dei ministeri”.

L’articolo 2, comma 4, del Decreto ministeriale del 29 ottobre 2001, ‘Organizzazione interna del Dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri’, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2001 recita che “Il ministro può avvalersi di sedi periferiche per lo svolgimento delle competenze del Dipartimento”.

La presa di posizione del Carroccio arriva dopo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito “incostituzionale” l’apertura a Monza delle sedi dei ministeri diretti  Bossi, Calderoli, Tremonti e Brambilla.

Il tema viene trattato anche da un intervento su La Padania di domani del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli: si tratta, spiega, di “sedi periferiche di rappresentanza operativa” del governo, ferma restando Roma capitale. L’esponente del Carroccio sottolinea da un lato la conformità delle leggi che hanno portato a tale decisione e dall’altro gli effetti benefici dell’operazione. “L’istituzione di sedi periferiche intende rispondere all’esigenza di assicurare una più significativa presenza sul territorio degli uffici del governo, attraverso moduli organizzativi per lo più dedicati all’interlocuzione fra i cittadini e le amministrazioni. Le funzionalità aggiuntive delle nuove sedi periferiche -scrive ancora il ministro assicurando che non ci saranno costi aggiuntivi- saranno di diverso tipo, si pensi in particolare all’esigenza di dare voce ai vari soggetti della società civile”, ma anche “all’esigenza di rilanciare il nostro Paese in un rapporto più diretto con le realtà economiche e produttive”.

Ma il sindaco di Roma Gianni Alemanno non ci sta: ”La risposta, ancora una volta, deve essere la stessa: questa idiozia non passerà – afferma in una nota -.E’ incredibile che questa vicenda dei ministeri al nord continui a essere alimentata dalla Lega di Bossi. La Lega ha collezionato una serie incredibile di figuracce da quando ha intrapreso questa strada. Non c’è alcun consenso neanche al nord su questa proposta, eppure si continua a insistere con una ottusità incredibile”.