C’è il nome di Ignazio La Russa e quello del leghista Giancarlo Giorgetti. Scajola, Giovanardi e altri: sono i politici “sponsor” dei manager che così si spartiscono i posti nei consigli di amministrazione delle aziende di Stato. Le carte dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Vincenzo Piscitelli sulla presunta corruzione dell’ex consigliere del ministro Giulio Tremonti e deputato del Pdl, Marco Milanese, i retroscena della divisione tra partiti che consente anche il controllo degli appalti. E’ Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera di oggi a riportare i dettagli della spartizione dei posti. “Foglietti con le indicazioni da eseguire consegnati, alla viglia delle nomine, da ministri e parlamentari per accaparrarsi almeno una poltrona nelle società controllate da Finmeccanica”, scrive il quotidiano di via Solferino. Le carte rivelano quanto forte fosse l’influenza dello stesso Milanese “e cospicua la contropartita che sarebbe riuscito a ottenere dai suoi ‘protetti’: auto di lusso, gioielli, soldi in contanti, ma anche splendide ville in Costa Azzurra. Un ‘tesoro’ che comprende pure conti all’estero”.

I documenti relativi alle nomine sono emersi dall’esame dei computer del responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni. Ci sono schemi, appunti, mail. In particolare il testo di un foglietto con una lista di politici scritta a penna: “Giorgetti, Milanese, Romani (Guerrera), Fortunato (Mef), Galli, Squillace x La Russa”. Per comprendere meglio il contenuto dei file, il pm convoca Barbara Corbo, segretaria di Borgogni. Che spiega: “«Il file trovato nel mio computer denominato “Membri esterni controllate giu10 x Milanese.doc” tratto dalla cartella C:Borgogni 2010 e 2011, è un documento che ho redatto io recependo le indicazioni e le informazioni del dottor Borgogni… La denominazione Lega che compare accanto ai nomi Maffini, Ghilardelli, Belli e Vescovi, presenti nello stesso file, presumo sia riferibile al partito politico. Il nominativo La Russa che compare accanto ai nomi di Plinio, Politi e Gatti presumo sia quello dell’attuale ministro della Difesa ma tali circostanze potranno essere confermate solo da Borgogni”.

Borgogni, sentito, viene interrogato. E conferma: “Per le nomine di terzo livello dove gli emolumenti sono molto bassi, concordo con l’ad delle società controllanti quelle dove effettuare le nomine all’interno dei curricula che arrivano o dal mondo della politica soprattutto del territorio dove sono insediate le società o dai consiglieri di amministrazione di Finmeccanica. Naturalmente le nomine di questi sette consiglieri, benché provengano formalmente dal ministero del Tesoro, sono il prodotto di una mediazione politica all’interno delle componenti della maggioranza di governo, dove il tavolo di compensazione è a Palazzo Chigi e dove confluiscono le richieste dei ministeri di riferimenti come Difesa e Sviluppo Economico con i quali Finmeccanica ha rapporti. Per le nomine di primo livello in previsione della scadenza io preparo un prospetto e lo mando ai tre ministeri, a Palazzo Chigi e ai consiglieri espressione della politica”.

Borgogni va oltre. E si sofferma sugli ultimi tre anni. “Squillace è espressione del ministro La Russa, il consigliere Galli della Lega, mentre per lo Sviluppo Economico (Scajola) il riferimento è stato il consigliere Alberti, anche se formalmente espressione dell’azionista Mediobanca. Per quanto riguarda il Tesoro la lista la consegnavo a Milanese. Naturalmente da ciascuna parte ci sono state richieste per il maggior numero di persone e per il 2010 c’è stato un tavolo di compensazione e di coordinamento dove erano presenti Letta, Milanese, Giorgetti per la Lega e io che avevo ricevuto due, tre nomi da La Russa che non poteva partecipare. In questa riunione si decise poi quale parte politica doveva presentare i curricula e per quale società (per esempio la Lega a mezzo Giorgetti chiese che un posto fosse senz’altro riservato a quel partito in Ansaldo Energia riservandosi di farmi avere un curriculum forse già datomi nell’occasione) e così via… Ricordo per esempio che il nominativo di Adolfo Vittorio per Elsag Datamat me lo diede Letta per conto di Giovanardi che poi mi chiamò in prima persona… Ricordo che il nominativo di Marchese (Guido, arrestato due giorni fa, ndr ) fu proposto da Milanese nelle caselle che spettavano al Tesoro, per la presidenza del Cs di Oto Melara e per il cda di Ansaldo Energia dove fu registrata l’incompatibilità ai sensi del codice civile. Quando sorse il problema rilevammo che era stato nominato anche l’anno precedente, sempre su indicazione del Tesoro, nel Cs di Ansaldo Breda”.

Tra le nomine finite nell’indagine anche quella di Giovanni Alpeggiani in rappresentanza del ministro della Salute Ferruccio Fazio nel cda del policlinico San Matteo di Pavia. Si tratta di uno dei soci di Milanese in alcuni investimenti immobiliari in Costa Azzurra, ma nel suo interrogatorio nega che a proporlo sia stato il parlamentare. “Sono stato designato – afferma – dopo che in prima battuta era stato designato Paolo Cirino Pomicino, ma poiché quella prima scelta sollevò un vespaio di critiche, il ministro designò me. Non ne ho mai parlato con Milanese e credo che neanche lo sappia”.

Infine il Corriere riporta il “tesoro” accumulato negli anni da Milanese, ricostruito attraverso le carte. Oltre a ville in Costa Azzurra, la perizia contabile svela la movimentazione bancaria di Milanese e della sua fidanzata Manuela Bravi, portavoce del ministro Giulio Tremonti. E nelle conclusioni il consulente Luigi Mancini scrive: “Milanese, oltre ad avere avuto vari ‘corrispondenti’ esteri, è sicuramente titolare di un conto bancario estero presso il Crédit Agricole, agenzie di Draguignan. Sarebbe necessario acquisirne la relativa documentazione essendovi transitati moltissimi bonifici disposti sia dal conto acceso presso il banco di Napoli, sia dal conto presso il Credito Artigiano. Un ulteriore approfondimento meriterebbe il rapporto di debito intercorso con American Express sul conto accesso presso il banco di Napoli. Nei 57 mesi esaminati la somma complessiva è ammontata a 448.637 euro con una media mensile di circa 8.000 euro e con una punta di spesa di circa 23.000 euro in un solo mese”.