Stando ai dati diffusi dal campione Cinetel, che copre il 90 % del mercato totale, a maggio si sono venduti 7 milioni 202 mila biglietti, e incassati 47 milioni 889 mila euro, confermando così un recupero già avviato durante il mese precedente. Un andamento positivo dunque, registrato immediatamente prima della terribile stagione estiva in cui le sale cinematografiche si svuotano e le uscite non sembrano seguire più alcuna logica di opportunità. In queste settimane, in cui i fondi di magazzino delle società di distribuzione soffocano i pochi titoli interessanti, capita da un po’ che un tentativo di rilancio passi per blockbuster di certo richiamo: è il turno di Transformers 3 (29 giugno), ma soprattutto di Harry Potter e i doni della morte – Parte II (13 luglio).

Da una decina d’anni circa si assiste, infatti, alla medesima strategia che consiste nel piazzare un film forte in un periodo di fiacca sperando nella reazione a catena; almeno dallo stesso periodo di tempo, però, anche l’effetto ottenuto risulta invariato: al boom del suddetto filmone segue una sconcertante calma piatta. In maniera differente dai Paesi anglosassoni in cui le major concentrano le pellicole più attese nei weekend estivi, in Italia, c’è poco da fare, si torna al cinema parallelamente al Festival di Venezia, sorta di vetrina della nuova stagione, prima del quale è tutto un sotterfugio di slittamenti di settimana in settimana, ripensamenti e uscite più vicine a fugaci apparizioni che a vere distribuzioni.

Se giugno farà registrare ancora qualche biglietto staccato, il 22 escono anche The Conspirator, il dramma di Robert Redford sull’assassinio di Lincoln, e Cars 2, con luglio inizia la fase di maggior depressione, che si risolleverà solo grazie alle avventure dell’indomito maghetto Potter e forse, ma solo forse, di Captain America: The First Avenger (27 luglio). Posto che l’estate americana è il periodo in cui si fanno i maggiori incassi, la politica della distribuzione worldwide – i titoli di richiamo ormai escono in contemporanea ovunque – non riesce in alcun modo a modificare il nostro andamento. C’è da chiedersi perché.

Alcuni sostengono che, nei mesi caldi, quello italiano sia più un popolo da arena estiva che da cinema in sala, e potrebbero non sbagliarsi. Nonostante i buoni segnali puntualmente diffusi, è un dato di fatto che le sale siano sempre meno frequentate, figuriamoci d’estate. Senza dover per forza seguire modelli esteri inapplicabili da noi, perché non organizzare in maniera più capillare un circuito di seconde visioni in piazza con conseguente abbassamento del prezzo del biglietto?