Sul ddl anticorruzione è intesa tra governo e parte dell’opposizione. Da Pd e Idv è arrivato il via libera alla proposta di emendamento studiata dal sottosegretario Andrea Augello per sostiutire l’articolo 1 del disegno di legge. Lo stesso passaggio – contenente le linee guide per istituire una Commissione di controllo della corruzione nella Pubblica amministrazione – che la scorsa settimana era stato bocciato dall’Assemblea. Secondo l’intesa, l’organismo previsto coinciderà con la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle Amministrazioni pubbliche (Civit), composta da cinque membri di nomina del presidente della Repubblica, su proposta del ministro della Funzione pubblica, ma sottoposta all’assenso dei due terzi delle Commissioni parlamentari. Fuori dall’accordo resta però il Terzo polo che ha negato l’appoggio a qualsiasi trattativa sull’indipendenza dell’Authority per il contrasto alla corruzione. La proposta dei centristi è infatti quella di un’Autorità del tutto indipendente, nominata dai presidenti di Camera e Senato.

Voci su una possibile intesa correvano già nel pomeriggio. Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, aveva anticipato al termine della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama la volontà del governo di lavorare a una conciliazione. Necessaria per ripristinare l’articolo, trattandosi di una materia già bocciata dall’Assemblea. “C’è una trattativa in corso con l’esecutivo”, aveva confermato il suo omologo del Pd, Anna Finocchiaro. “Una modifica – ha precisato la senatrice – che sancirà la vittoria della linea proposta la scorsa settimana dal Pd in aula sull’istituzione di un’autorità indipendente che vigili sulla corruzione nella Pubblica amministrazione”. Non abbastanza però per il Terzo polo, che non vede nel nuovo emendamento sostanziali differenze con il precedente.

“Non siamo al socialismo, ma si tratta di un passo in avanti rispetto alla situazione attuale in cui controllore e controllato coincidono nella stessa istituzione, il Dipartimento per la funzione pubblica presso la presidenza del Consiglio”, spiega Finocchiaro dopo l’accordo. Resta il collegamento, ma vengono separate “le funzioni di coordinamento della pubblica amministrazione e quelle di controllo”. Il governo prevede che la Commissione debba riferire “al Parlamento, presentando una relazione entro il 31 dicembre di ciascun anno”, non solo sull’attività di contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione, ma anche “sull’efficacia delle disposizioni vigenti” in materia. Per il Civit sono poi previsti “poteri ispettivi” e la possibilità di ordinare “la rimozione di comportamenti o atti contrastanti” con i piani nazionali anticorruzione. Quelli varati dalla Funzione pubblica e che la Commissione dovrà approvare.