La partita Cremonese–Paganese ha scoperchiato il vaso di Pandora. Truffe, avvelenamenti, illeciti sportivi, minacce, scommesse e partite truccate: queste le basi su cui, secondo la procura di Cremona, poggiavano almeno 18 partite di serie A (Inter -Lecce>), B e di Lega Pro di questo campionato che, adesso, potrebbe anche essere a rischio. E che hanno portato all’arresto di 16 persone, 7 in carcere 9 ai domiciliari, per un totale di 44 indagati.

In manette nomi noti del calcio italiano, in primis quello di Beppe Signori, colui che fece sognare con i suoi 200 gol in campionato. “Ma l’inchiesta ha svelato un sistema che andava ben oltre a quest’annata sportiva e a queste persone”, spiega il procuratore di Cremona, Francesco Di Martino. “Purtroppo abbiamo dovuto chiuderla perché si erano già verificati molti reati a danno di sportivi e scommettitori e non potevamo aspettare ancora. Abbiamo svolto 50 mila intercettazioni che hanno portato a delle certezze. Ma la rete scoperta è una parte del sistema che c’era sotto: un risultato alquanto sconfortante, che mostra la scarsa affidabilità dei risultati sportivi soprattutto della serie B e della Lega Pro”.

Un’inchiesta tutta cremonese, partita il 14 novembre scorso (l’evento viene denunciato il 10 dicembre da Sandro Turotti, direttore generale della Cremonese, quando tre giocatori della squadra riportarono sintomi di avvelenamento dopo la partita contro la Paganese. Il primo di loro scivolò addirittura fuori strada senza accorgersene, il secondo arrivato a casa fu preda di fame compulsiva svuotando il frigo, il terzo cadde vittima di un’amnesia al punto da non ricordare di aver giocato quel pomeriggio.

Tutti e tre finirono all’ospedale. E tutti e tre denunciarono il fatto dando il via all’indagine. Da qui sono partite le 50 mila intercettazioni che hanno fatto emergere una rete di scommesse truccate in tutta Italia. Il procedimento era semplice: tre gruppi di scommettitori – il primo di ‘zingari’ guidati da Almir Gecic di Chiasso, il secondo di albanesi e il terzo di bolognesi, tra i quali compare il nome di Beppe Signori – puntavano decine di migliaia di euro su risultati garantiti dalla complicità di vari calciatori e tecnici.

Nel caso si scommettesse su una sconfitta, si avvelenavano i calciatori avversari con la sostanza utilizzata durante la partita Cremonese–Paganese, di cui gli inquirenti sono venuti in possesso della ricetta. Nel caso di scommesse su ‘over’ (ovvero la realizzazione di più di tre gol a partita) si cercava la complicità degli atleti.

Un giro capillare, che porta a 16 arresti in tutta Italia: a Cernobbio finisce in manette Mauro Bressan, a Bologna Signori, Francesco GIannoni e Manlio Bruni, a Ravenna Giorgio Buffone e Ismet Mehmeti, a Grottammare (Ascoli Piceno) Gianfranco Parlato, ad Ascoli Piceno Vittorio Micolucci, ad Ancona Vincenzo Sommese, a Benevento Marco Paoloni (portiere della squadra), a Bari Antonio Bellavista, a Pescara Massimo Erodiani, Francesca La Civita e Gianluca Tuccella.

Gli arresti sono stati eseguiti nel corso della mattinata e seguono 28 persone deferite all’autorità giudiziaria in stato di libertà. Diciannove le perquisizioni. Tra gli indagati anche Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura, e Cristiano Doni. I capi di imputazione quelli di società a delinquere, in alcuni casi di estorsione e truffa e illecito sportivo.

“Saranno tutti portati al carcere di Cremona”, conferma il questore, Antonio Bufano. “Qui potremmo continuare le nostre attività di indagine e ascoltarli. Ovvio che il problema non è la scommessa, perfettamente legale, ma i tentativi di manipolare i risultati”.

Sono 18 gli appuntamenti sportivi in cui si sono accertate truffe. Tra questi la partite di serie A Lecce–Inter e almeno quelle in cui sono scesi in campo i giocatori dell’Atalanta, del Benevento, del Ravenna, dell’Ascoli. Manipolazioni che verso la fine dell’anno hanno iniziato a non andare più a buon fine. Come dimostrano alcune intercettazioni secondo le quali, per far rientrare l’ex stella del calcio Signori di circa 13 mila euro, si era passati alle esplicite intimidazioni.

Dietro alla pianificazione delle partite, infatti, si nascondeva un enorme flusso di denaro. “Si giocavano da decine di migliaia di euro a centinaia di migliaia di euro ogni partita”, spiega il capo della mobile di Cremona, Sergio Lo Presti. “Abbiamo scoperto che si era arrivati ad assegni in bianco e addirittura a cessione del quinto dello stipendio per le scommesse, in ricevitoria e online. Ora verificheremo anche la provenienza di questo denaro. Un giro che abbiamo scoperto grazie al coraggio dei giocatori della Cremonese che hanno effettuato la denuncia e grazie a nostri uomini che si sono impegnati non solo per gli arresti, ma a sequestrare la documentazione, a pedinare, a intercettare ad appostarsi”.

Prematuro ora parlare di invalidazione del campionato di serie B e di Lega Pro. Di sicuro però tutti i documenti saranno richiesti dalla procura federale che valuterà la validità dei risultati sportivi delle partite in questione. E di sicuro rimarrà molto amaro in bocca agli italiani che su quelle partite ci avevano scommesso soldi e il cuore da tifosi: questa volta non ci sarà una vittoria al mondiale che farà dimenticare l’ennesima Calciopoli.

Caterina Zanirato