Dopo l’udienza di ieri, Silvio Berlusconi torna  a parlare dei processi che lo riguardano. E lo fa attraverso un messaggio audio. “Ho deciso – ha detto il Cavaliere – di partecipare a queste nuove udienze per dimostrare che le accuse contro di me non solo sono infondate ma addirittura ridicole”. Quindi, il presidente del Consiglio, che ieri, all’uscita da palazzo giustizia, ha inscenato un predellino bis davanti a pochi sostenitori, ha attaccato la magistratura di Milano. “‘L’accusa è talmente falsa che c’è da chiedersi con quale coraggio la procura di Milano abbia insistito a spenderci sopra tra consulenze, rogatorie e atti processuali solo qualcosa come una ventina di milioni di euro tolti dalle tasche dei contribuenti”. Quindi un passaggio nel merito del processo Mediatrade sui diritti tv. ”Io sono un socio occulto di Agrama? – ha proseguito il premier – . Assolutamente no. E’ una realtà ed un fatto che io ho avuto solo due o tre incontri agli albori della tv commerciale negli anni ’80 e in seguito nessun rapporto con lui. Io socio di Agrama non lo sono mai stato”.

Insomma, il premier mantiene la promessa di parlare dei suoi procedimenti. E quindi spiega: ”La procura di Milano ha dimostrato ancora una volta di avere contro di me una volontà persecutoria che non si ferma neppure di fronte all’evidenza, neppure di fronte al ridicolo. Alcuni magistrati dell’accusa hanno aperto e trascinato contro di me un procedimento inverosimile e fondato sul nulla”. E nonostante questo, Berlusconi è convinto: “L’attacco fallirà anche questa volta”