Il Governo può anche cercare un dialogo con il Quirinale per la stesura delle leggi in gestazione, come il processo breve, ma il Colle non si lascerà coinvolgere. E il capo dello Stato, in visita alla Biennale di Venezia, ricorda il tentativo fatto dall’esecutivo per approvare la legge Bavaglio. “Su queste cose ho già detto tante volte mentre si discuteva della legge sulle intercettazioni. Sapete che fine ha fatto quella legge?”.  Ha chiesto Giorgio Napolitano ai cronisti.  “Siete informati?”. Alla replica di un giornalista: ”Un binario morto?”, il presidente ha ribattuto: “Ecco”.

Napolitano rispetta i ruoli costituzionali quindi ciò non significa che ostacolerà la legge sul processo breve, così come non ostacolò il percorso del ddl intercettazioni. Certo però non si lascerà coinvolgere da Berlusconi in una coresponsabilità della eventuale legge. Il premier aveva infatti incaricato il guardasigilli, Angelino Alfano, di trovare una via alternativa alla soluzione del processo breve, considerato che dai finiani, alla ripresa dei lavori l’8 settembre, non è ancora arrivata alcuna garanzia. E non sembra ne arriveranno, visto che gli uomini del presidente della Camera, riuniti in questi giorni a Mirabello, stanno valutando la possibilità di sollevare la questione del conflitto d’interessi del cavaliere. Quindi l’unica sponda possibile era il Colle. Ma Napolitano dunque si sfila.

Il Capo dello Stato rimarrà sul Colle, a verificare. Dal Quirinale assiste ai problemi del Governo. Sul quale però non si esprime.  “Ho già detto che non faccio previsioni, quando accade qualcosa che coinvolga le mie decisioni, allora rifletto e adotto e motivo le decisioni”, ha risposto Napolitano. Poi il capo di Stato sulla situazione nella maggioranza ha aggiunto: “Si va verso un’evoluzione più benigna, siamo nella febbre politica del ‘no, non è vero’, del ‘sotto sotto’ e dei ‘ma”. E ha concluso: “La politica si dovrà concentrare per forza sull’economia anche se è stata approvata la manovra”.