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Iran, ong: “684 morti nelle proteste”. La Casa Bianca: “Trump valuta raid aerei”. Mosca: “Coordinamento con Teheran”

Il blackout di Internet prosegue da più di 84 ore: anche il presidente Pezeshkian in piazza a sostegno del governo. Per il Wall Street Journal il presidente Usa è "propenso ad attaccare"
Iran, ong: “684 morti nelle proteste”. La Casa Bianca: “Trump valuta raid aerei”. Mosca: “Coordinamento con Teheran”
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Casa Bianca: “Trump valuta anche raid aerei ma la diplomazia è la prima opzione”

Donald Trump “ha dimostrato di non avere paura di utilizzare le opzioni militari” qualora ritenuto necessario. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando ai giornalisti. “Nessuno lo sa meglio dell’Iran”, ha aggiunto. “Penso che una cosa in cui il presidente Trump eccelle sia quella di tenere sempre aperte tutte le opzioni, e gli attacchi aerei sarebbero una delle tante, tantissime opzioni sul tavolo – ha spiegato Leavitt, chiarendo tuttavia che – la diplomazia è sempre la prima opzione”. 

  • 20:22

    Casa Bianca: “Trump valuta anche raid aerei ma la diplomazia è la prima opzione”

    Donald Trump “ha dimostrato di non avere paura di utilizzare le opzioni militari” qualora ritenuto necessario. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando ai giornalisti. “Nessuno lo sa meglio dell’Iran”, ha aggiunto. “Penso che una cosa in cui il presidente Trump eccelle sia quella di tenere sempre aperte tutte le opzioni, e gli attacchi aerei sarebbero una delle tante, tantissime opzioni sul tavolo – ha spiegato Leavitt, chiarendo tuttavia che – la diplomazia è sempre la prima opzione”. 

  • 20:22

    Il ministro degli Esteri iraniano: “Valutiamo proposte Usa ma siamo pronti a tutte le opzioni”

    “Alcune proposte sono state discusse con Washington e sono attualmente allo studio da parte nostra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista ad Al Jazeera Arabic. “Le idee e le minacce proposte da Washington contro il nostro Paese sono incompatibili”, ha affermato. Araghchi ha detto che l’Iran è pronto a impegnarsi in colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, “a patto che ciò avvenga senza minacce o diktat”. “Non crediamo che Washington sia pronta per negoziati equi e giusti, e quando lo sarà, prenderemo seriamente in considerazione la questione”, ha aggiunto. “Se Washington vuole testare l’opzione militare già sperimentata in passato, siamo pronti”, ha proseguito, riferendosi ai bombardamenti effettuati su tre siti nucleari in Iran durante l’estate. “Abbiamo una preparazione militare più ampia e più completa rispetto a quella che avevamo durante l’ultima guerra. “Siamo preparati a tutte le opzioni e speriamo che Washington scelga l’opzione saggia”, ha detto. 

  • 18:46

    Ministro Esteri Iran conferma di aver parlato con Witkoff: “Stiamo esaminando le proposte”

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato di aver parlato nel fine settimana con l’inviato statunitense Steve Witkoff, e che i due hanno discusso della possibilità di un incontro. “Sono state proposte idee che stiamo esaminando”, ha detto il capo della diplomazia iraniana ad Al Jazeera, ribadendo che Teheran non negozierà sotto minacce militari.

  • 18:45

    Il ministro degli Esteri iraniano chiama l’omologa britannica: “La protezione della nostra ambasciata è un vostro dovere”

    Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito di aver avuto un colloquio telefonico con la collega britannica, Yvette Cooper, dopo le proteste di sabato davanti all’ambasciata iraniana a Londra, durante le quali la bandiera degli ayatollah è stata sostituita da un manifestante con quella con il leone, simbolo dello scià. “Durante una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri britannico questa sera, ho chiarito che il Regno Unito, in base agli obblighi giuridici internazionali, è tenuto a garantire la sicurezza del Consolato e dell’Ambasciata iraniani a Londra. Se il Regno Unito non riuscisse a rispettare il proprio dovere di proteggere le missioni diplomatiche, l’Iran non avrebbe altra scelta che valutare l’evacuazione del nostro personale”, ha scritto Araghchi su X. “Ho anche esortato il Regno Unito a evitare di interferire negli affari interni dell’Iran, anche continuando ad astenersi dall’intraprendere azioni contro i terroristi sostenuti da Israele che si spacciano per organizzazioni giornalistiche. L’Ofcom (l’authority britannica per la regolamentazione dei media, ndr) ha regole e regolamenti chiari in materia di incitamento alla violenza e di apologia del terrorismo. Il governo del Regno Unito deve intervenire per garantire il rispetto delle proprie leggi nazionali”, ha aggiunto.

  • 18:42

    Khamenei: “Le manifestazioni in nostro sostegno siano un monito per gli Usa”

    La Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha elogiato le manifestazioni filogovernative che si sono tenute nella Repubblica islamica, parlando di “giornata storica” e di “monito per i politici americani”, in riferimento al presidente Donald Trump. “Questi imponenti raduni hanno vanificato i piani dei nemici stranieri che avrebbero dovuto essere attuati attraverso mercenari interni”, ha affermato Khamenei in una nota, sottolineando che “la grande nazione dell’Iran ha mostrato la sua determinazione e la sua identità davanti ai suoi nemici. Questo è stato un monito ai politici americani affinché cessino i loro inganni e si astengano dal fare affidamento su mercenari traditori”. “La nazione iraniana è forte e potente, consapevole e in grado di riconoscere i propri nemici”, ha concluso l’ayatollah.

  • 18:11

    Russia: “Coordinamento con l’Iran per garantire la sicurezza”

    In una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, e il suo omologo iraniano, Ali Larijani, “le parti hanno concordato di continuare i contatti e di coordinare le loro posizioni per garantire la sicurezza”. Lo rende noto il Consiglio di sicurezza russo ripreso dall’agenzia Ria Novosti.

  • 18:10

    Mosca condanna i “tentativi di ingerenza” in Iran

    Mosca condanna quelle che definisce i “tentativi di ingerenza negli affari interni dell’Iran”. Lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Ali Larijani, con il quale ha parlato le proteste che scuotono la Repubblica islamica.

  • 18:06

    Ong: “Almeno 684 morti tra i manifestanti”

    Almeno 648 manifestati sono rimasti uccisi durante le proteste anti governative iniziate 16 giorni fa in Iran. Lo riporta l’organizzazione non governativa con sede in Norvegia ‘Iran Human Rights’, aggiornando il bilancio che ha tenuto dall’inizio delle proteste, scoppiate il 28 dicembre in varie città del Paese per la crisi economica. Secondo la Ong, tra le vittime ci sono nove minorenni mentre i feriti sono migliaia. In un comunicato sul suo sito, ‘Iran Human Rights’ stima che gli arrestati sarebbero più di 10mila ma il blocco quasi totale di internet in vigore dall’8 gennaio rende complicato avere dati più precisi.

  • 16:50

    L’Iran convoca gli ambasciatori di Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania

    Gli ambasciatori o gli incaricati d’affari di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, di stanza a Teheran, oggi sono stati convocati dalle autorità iraniane, che hanno deplorato il sostegno espresso da questi Paesi ai manifestanti iraniani. Lo riporta un comunicato del Ministero degli Esteri iraniano e reso noto dalla televisione di Stato. Ai diplomatici è stato mostrato un video dei danni causati dai “rivoltosi” ed è stato chiesto ai governi di “ritirare le dichiarazioni ufficiali a sostegno dei manifestanti”. “Confermiamo la convocazione degli ambasciatori europei”, ha poi fatto sapere il Ministero degli Esteri francese.

  • 16:37

    Araghchi ha contattato Witkoff nel fine settimana

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha contattato l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel fine settimana, in seguito alle minacce di un’azione militare da parte del presidente Donald Trump in risposta alle proteste in Iran: lo scrive Axios, citando due fonti a conoscenza della questione. Secondo le fonti, l’iniziativa sembrava un tentativo da parte di Teheran di allentare le tensioni con Washington o di prendere tempo prima di qualsiasi azione da parte degli Stati Uniti. Una fonte ha affermato che Araghchi e Witkoff hanno discusso la possibilità di tenere un incontro nei prossimi giorni.  

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