Zelensky: “Proteste in Iran brutto segnale per la Russia”

“Quello che sta accadendo ora in Iran – proteste su larga scala, di fatto una rivolta – è un chiaro segnale che le cose non diventeranno più facili per la Russia”. Lo ha scritto su X, anche in farsi (la lingua parlata in Iran), il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ogni persona perbene su questo pianeta desidera sinceramente che il popolo iraniano si liberi finalmente dall’attuale regime che ha causato così tanto male all’Ucraina e ad altri Paesi”, scrive Zelensky, alludendo in particolare ai droni shahed con cui gli ayatollah riforniscono gli arsenali russi. “È fondamentale che il mondo non perda questo momento in cui i cambiamenti sono possibili. Ogni leader, ogni Paese e ogni organizzazione internazionale deve intervenire ora e aiutare il popolo a rimuovere i colpevoli di ciò che l’Iran è tristemente diventato. Tutto può cambiare”, conclude Zelensky.
Reuters: “Alcuni iraniani comunicano tramite Starlink”
Nonostante il blackout delle comunicazioni a livello nazionale, alcuni iraniani continuano a usare il servizio Internet satellitare Starlink di Elon Musk. Lo scrive la Reuters sul suo sito citando tre testimonianze dal Paese mediorientale. Negli ultimi giorni le autorità iraniane hanno avviato una violenta repressione delle proteste in tutto il Paese, compresa la quasi totale interruzione di Internet, che viaggia tramite cavi in fibra ottica e torri per la telefonia mobile. Ma Starlink, che fornisce il suo servizio direttamente da migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa, funziona ancora in alcune zone dell’Iran, nonostante il divieto imposto dalle autorità locali.
Portavoce Idf: “Pronti a scenari a sorpresa”
Nell’ambito delle sollevazioni contro il regime in Iran, le forze di difesa israeliane (Idf) “sono preparate alla difesa e sono in allerta per fronteggiare eventuali scenari a sorpresa, se necessario”. Lo dichiara in un tweet il portavoce dell’esercito Effie Defrin, sottolineando però che le proteste “sono una questione interna” e invitando a “non credere alle voci”. “Continueremo a effettuare valutazioni continue e vi aggiorneremo su eventuali cambiamenti”, scrive ancora Defrin. Teheran ha minacciato di reagire contro Israele e le basi militari statunitensi se dovesse subire un attacco americano.
Wall Street Journal: “Trump propenso ad attaccare, ma non ha ancora deciso”
La Casa Bianca sta valutando l’offerta iraniana di avviare negoziati diplomatici sul suo programma nucleare, anche se il Trump è attualmente propenso ad autorizzare attacchi militari. Ad affermarlo sono funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano economico-finanziario, alcuni alti funzionari dell’amministrazione stanno esortando Trump a tentare la via diplomatica. Parlando ieri ai giornalisti sull’Air Force One, il presidente ha detto che “è in fase di organizzazione un incontro” con i rappresentanti di Teheran, ma ha anche aggiunto di stare valutando di autorizzare “opzioni molto forti” prima dei colloqui. Secondo le fonti citate dal Wsj, Trump non ha ancora preso una decisione definitiva e domani incontrerà i suoi collaboratori più stretti per determinare la linea d’azione: le opzioni includono attacchi militari contro siti del regime, attacchi informatici o l’approvazione di nuove sanzioni.
Personale ambasciata francese evacuato dall’Iran
Il personale diplomatico non essenziale dell’ambasciata di Francia a Teheran ha lasciato il territorio dell’Iran tra ieri e oggi a bordo di due voli commerciali, a causa della situazione nel Paese. Normalmente, nella sede diplomatica lavorano una trentina di francesi, a cui si aggiungono alcune decine di impiegati iraniani.
La milizia Kataib Hezbollah: “La guerra in Iran non è una passeggiata”
Kataib Hezbollah, milizia filoiraniana in Iraq, ha lanciato oggi un avvertimento agli Stati Uniti, mettendoli in guardia contro un potenziale conflitto con l’Iran. In una dichiarazione, riporta la Cnn, la milizia ha avvertito gli Stati Uniti che “la guerra contro l’Iran non è una passeggiata, ma un incendio che, una volta appiccato, non si spegnerà finché non sarete con il naso nella polvere e pagherete il doppio di ciò che il vostro avido padrone mira a guadagnare”.
Kataib Hezbollah ha anche esortato i combattenti a essere solidali con il popolo iraniano, descrivendo la difesa dell’Iran come una difesa dei valori sacri della più ampia nazione musulmana.
“JD Vance e alti funzionari esortano Trump a tentare la via diplomatica”
Alcuni alti funzionari dell’amministrazione americana, guidati dal vice presidente JD Vance, stanno esortando Donald Trump a tentare la via diplomatica con l’Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. La Casa Bianca, in particolare, starebbe valutando un’offerta iraniana dell’ultimo minuto per avviare negoziati sul contenimento del suo programma nucleare, per evitare gli attacchi americani. ”
Il personale diplomatico non essenziale dell’ambasciata francese lascia l’Iran
Il personale diplomatico non essenziale dell’ambasciata francese a Teheran ha lasciato il territorio iraniano a causa dei disordini in corso nel paese. A riferirlo sono state due fonti citate dall’Afp. I dipendenti hanno lasciato l’Iran in due gruppi, domenica e lunedì, hanno riferito le fonti, senza specificarne il numero esatto.
Il governo inglese: “Brutale e orribile repressione”
Il governo britannico di Keir Starmer ha alzato oggi i toni delle accuse alle autorità iraniane, denunciando “la brutale e orribile repressione” delle proteste in corso da due settimane a Teheran e in altre città, “l’uccisione di manifestanti pacifici” e sollecitando “la cessazione immediata delle violenze”.
Lo scrive su X la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, sottolineando di aver rivolto un messaggio in questi termini al collega iraniano Abbas Araghchi nel corso di una telefonata, non senza invocare il rispetto “dei diritti e delle libertà fondamentali” in Iran, nonché “la sicurezza dei cittadini britannici”.