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Il Venezuela libera molti prigionieri politici: c’è anche l’italiano Luigi Gasperin. Speranze per Trentini, Pilieri e Burlò

L'imprenditore 70enne verrà scarcerato da Caracas. Tajani: "Al lavoro per accelerare la liberazione degli italiani". Il Senato Usa approva risoluzione per limitare poteri di Trump in Venezuela
Il Venezuela libera molti prigionieri politici: c’è anche l’italiano Luigi Gasperin. Speranze per Trentini, Pilieri e Burlò
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Tra i prigionieri liberati l’italiano Gasperin

Il Venezuela avrebbe liberato almeno un italiano che era detenuto nelle carceri del paese. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende da più fonti qualificate, dell’imprenditore settantenne Luigi Gasperin. Sull’eventuale liberazione di altri italiani, sempre secondo quanto si apprende, si attende il completamento delle procedure. La liberazione di Gasperin fa sperare non solo per la scarcerazione di Trentin. C’è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò. Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, è stato arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all’opposizione. Burlò, imprenditore torinese, è da oltre un anno in carcere. Secondo i familiari è trattenuto senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato.

  • 11:17

    “Movimenti insoliti nel carcere dell’Helicoide”

    “Movimenti insoliti” e uno smantellamento di uffici sono stati segnalati nella sede di El Helicoide, uno dei principali centri di detenzione di Caracas, noto per le torture e sede del Sebin, l’intelligence venezuelana. Lo riporta il media all news Versión Final citando il giornalista Jesús Medina Ezaine, secondo il quale sarebbe in corso un’operazione condotta in modo discreto su ordine diretto del Palazzo di Miraflores. L’indicazione sarebbe stata impartita al generale Rubén Santiago, direttore della Polizia nazionale bolivariana e responsabile della custodia del complesso. L’operazione comprende il trasferimento di oltre venti veicoli con l’ausilio di gru e il progressivo sgombero di diverse aree ancora operative, incluse alcune collegate a corpi investigativi. Non è stato possibile ottenere immagini delle operazioni a causa delle rigide misure di sicurezza e del sistema di sorveglianza totale che circonda l’area. Al momento non vi è conferma ufficiale su eventuali trasferimenti o liberazioni dei detenuti e, secondo il giornalista Alejandro Hernández, direttore del portale La Gran Aldea, i traslochi riguarderebbero solo gli uffici della Polizia nazionale bolivariana e non le aree del complesso in cui sono detenuti i prigionieri politici.  

  • 11:14

    “Big del petrolio vogliono rassicurazioni da Washington prima di investire”

    Le società petrolifere americane vogliono “garanzie serie” da Washington prima di investire in Venezuela. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le big del greggio hanno incontrato nelle ultime ore alcuni funzionari dell’amministrazione in vista dell’incontro alla Casa Bianca di venerdì. A loro hanno chiesto forti garanzie legali e finanziarie. Chevron, l’unica big già presente in Venezuela, è nel frattempo in trattative con l’amministrazione per una possibile estensione della sua licenza speciale per operare nel Paese.  

  • 11:13

    Cento morti nell’attacco Usa al Venezuela

    L’attacco condotto dagli Stati Uniti a Caracas per catturare il presidente Nicolas Maduro ha causato la morte di 100 persone. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello. “Finora, e sottolineo finora, ci sono 100 morti, 100, e un numero simile di feriti – ha detto durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. L’attacco contro il nostro Paese è stato terribile”.

  • 11:13

    Trump intervistato dal New York Times: “Il Venezuela ci tratta con rispetto”

    Gli Stati Uniti vanno “molto d’accordo con l’amministrazione in carica in questo momento” in Venezuela, “ci stanno trattando con grande rispetto”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista con il New York Times, durata circa due ore. Trump non ha voluto rispondere a una domanda sulla motivazione che potrebbe portarlo a inviare truppe in Venezuela. “Non posso dirvelo”, ha detto Trump ai quattro giornalisti che lo hanno intervistato, “non vorrei proprio dirvelo”. Il presidente americano ha anche evitato di rispondere alla domanda sul perché non avesse insediato Edmundo Gonzalez, il candidato dell’opposizione che gli Stati Uniti avevano dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali venezuelane del 2024. Gli alleati del presidente venezuelano deposto Nicolas Maduro “ci stanno dando tutto ciò che riteniamo necessario”, ha detto Trump parlando della collaborazione in corso tra Caracas e Washington nonostante le dichiarazioni pubbliche ostili da parte venezuelana. “Non dimentichiamo che ci hanno portato via il petrolio anni fa”, ha aggiunto Trump riferendosi alla nazionalizzazione degli impianti costruiti dalle compagnie petrolifere americane.

  • 11:12

    Trump: “Il controllo Usa potrebbe durare anni”

    “Solo il tempo” dirà quanto durerà la supervisione dell’amministrazione americana sul Venezuela. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di un’intervista al New York Times. Saranno tre mesi? Sei mesi? Un anno? Direi molto più a lungo”, ha detto Trump aggiungendo che un giorno vorrebbe visitare il paese sudamericano. “Penso che a un certo punto sarà sicuro”, ha affermato. Quanto alla figura dell’ex vicepresidente Delcy Rodríguez, come nuova leader del Venezuela, “Marco (il segretario di Stato Rubio, ndr) parla con lei in continuazione – ha spiegato – siamo in costante comunicazione con lei e con l’amministrazione”.  

  • 11:11

    Petro: “Ho parlato con Rodriguez, dialogo trilaterale con gli Usa”

    Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha rivelato di aver parlato a inizio settimana con la presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, e ha annunciato che promuoverà un “dialogo trilaterale” con gli Stati Uniti, nel mezzo delle tensioni con gli Usa dopo la cattura, sabato scorso, di Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores. “Non possiamo abbassare la guardia, dobbiamo ancora parlare con la Casa Bianca. Due giorni fa ho parlato anche con l’attuale presidente del Venezuela. La conosco dall’inizio di tutta questa vicenda e l’ho invitata in Colombia”, ha rivelato dalla piazza Simón Bolívar di Bogotà parlando alla folla. Petro ha annunciato di voler “instaurare un dialogo trilaterale e, auspicabilmente, mondiale per stabilizzare la società venezuelana”. Il presidente colombiano ha inoltre confermato un prossimo incontro a Washington con Trump, con il quale ha avuto una conversazione telefonica di circa un’ora proprio prima del suo discorso.

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