Ultima generazione: “Equipaggio tra le 16 e le 17 al porto di Ashdod”
La Freedom Flotilla dovrebbe arrivare tra le 16 e le 17 al porto di Ashdod, a quanto fanno sapere in una nota gli attivisti di Ultima Generazione. A bordo della nave Conscience della Freedom Flotilla, abbordata all’alba dalle forze israeliane mentre era diretta verso Gaza, c’era infatti anche Francesco Prinetti, medico 32enne attivista del movimento. Ad Ashdod, ricorda Ultima generazione, “saranno detenuti e interrogati dalle autorità israeliane: se accetteranno di firmare un documento in cui riconoscono di aver oltrepassato i confini israeliani, saranno espulsi entro 72 ore; in caso contrario affronteranno un processo e saranno espulsi più tardi. Il team legale Adalah presente sul posto chiederà subito di vedere le persone rapite per accertarsi del loro stato”. Nella seconda spedizione delle Flottilla, organizzata da Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleens To Gaza, sono coinvolti 9 italiani, imbarcati sia sulla nave Conscience che sulle barche a vela.
Scuderi (Avs): “Flotilla fenomeno permanente”
“La Flotilla è un fenomeno permanente, attivo dal 2008. Ci sono persone, anche eurodeputati, che vi hanno già partecipato in passato. Certamente, dal punto di vista logistico, non è così facile organizzare una spedizione di queste dimensioni in pochi mesi, ma penso che presto ce ne sarà un’altra, ancora più grande. Riguardo a una mia nuova partecipazione, valuterò, se mi sarà chiesto, in base alla situazione”. Lo ha detto l’eurodeputata di Avs, Benedetta Scuderi, parlando con i giornalisti a Strasburgo. “Lo scopo della missione era rompere l’assedio e creare un corridoio umanitario. Quanto avvenuto anche nelle acque davanti a Gaza è una palese violazione del diritto internazionale. Siamo stati sequestrati in acque internazionali e portati con la forza al porto di Ashdod; lì siamo stati identificati, interrogati e perquisiti. Alcune persone sono state trattate brutalmente, costrette in ginocchio per ore, sotto il sole, senza la possibilità di bere né di usare il bagno. I bisogni primari ci sono stati negati, così come l’accesso a un avvocato. Successivamente siamo stati condotti in una stazione di polizia, mentre la maggioranza dei partecipanti è stata trasferita in un carcere di massima sicurezza”, ha spiegato Scuderi.
Legali Flotilla: “In 145 a bordo della nuova missione intercettata”
“L’attacco israeliano contro civili disarmati in mare e il sequestro di imbarcazioni umanitarie costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e mettono in luce l’impunità con cui Israele continua ad agire”. Lo sottolinea il team legale internazionale di Adalah spiegando che a bordo della missione umanitaria intercettata c’erano 145 persone. “Adalah condanna l’assalto e l’intercettazione illegale da parte di Israele della nave ammiraglia della Freedom Flotilla Coalition, la Conscience, e di otto barche a vela delle Thousands Madleens – sottolineano gli avvocati – un’iniziativa umanitaria coordinata che naviga insieme per contrastare il blocco illegale di Gaza imposto da Israele nel contesto del genocidio in corso contro i palestinesi”. Prima di perdere ogni comunicazione questa mattina presto – aggiungono da Adalah – i partecipanti a bordo della Conscience – principalmente medici, infermieri e giornalisti – hanno riferito di essere stati attaccati da un elicottero militare israeliano, mentre le forze navali israeliane intercettavano e abbordavano simultaneamente le barche a vela delle Thousands Madleens.
La Turchia: “Intervento contro la Flotilla atto di pirateria”
“L’intervento in acque internazionali contro la Freedom Flotilla è un atto di pirateria perpetrato dal governo genocida di (Benjamin) Netanyahu”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri turco in un comunicato, dove definisce l’azione di Israele come un attacco al diritto internazionale e sottolinea che nelle imbarcazioni della Flotilla erano presenti attivisti e deputati turchi.
Il team legale della Flotilla: “Grave violazione del diritto internazionale”
“L’attacco israeliano contro civili disarmati in mare e il sequestro di imbarcazioni umanitarie costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e mettono in luce l’impunità con cui Israele continua ad agire”. Lo sottolinea il team legale internazionale di Adalah spiegando che a bordo della missione umanitaria intercettata c’erano 145 persone. “Adalah condanna l’assalto e l’intercettazione illegale da parte di Israele della nave ammiraglia della Freedom Flotilla Coalition, la Conscience, e di otto barche a vela delle Thousands Madleens – sottolineano gli avvocati – un’iniziativa umanitaria coordinata che naviga insieme per contrastare il blocco illegale di Gaza imposto da Israele nel contesto del genocidio in corso contro i palestinesi”. Prima di perdere ogni comunicazione questa mattina presto – aggiungono da Adalah – i partecipanti a bordo della Conscience – principalmente medici, infermieri e giornalisti – hanno riferito di essere stati attaccati da un elicottero militare israeliano, mentre le forze navali israeliane intercettavano e abbordavano simultaneamente le barche a vela delle Thousands Madleens.
Il papà del medico trentino: “Stiamo sollecitando l’intervento della Farnesina”
“Come accaduto nei giorni scorsi con le imbarcazioni già sequestrate passeranno molte ore prima di poter avere notizie. Assieme a tante persone e organizzazioni stiamo sollecitando l’intervento della Farnesina per la liberazione degli equipaggi”. Così Corrado Corradini, papà di Riccardo, il medico trentino di 31 anni che era a bordo della Conscience, una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition diretta a Gaza e intercettata e fermata all’alba dall’esercito Israeliano. Proprio prima dell’abbordaggio il medico ha postato sui propri canali social un videomessaggio: “Mi chiamo Riccardo Corradini ho 31 anni e sono un medico e cittadino italiano: se state vedendo questo video vuol dire che la nave su cui stavo navigando, la Conscience appartenente alla Freedom Flotilla Coalition, è stata intercettata e sono stato rapito e portato illegalmente in Israele. Chiedo urgentemente a tutte le persone di fare pressioni sul governo e sull’ambasciata italiana in Israele affinchè rilascino i miei compagni di viaggio e me il più presto possibile”. Nel 2019 Corradini fu il primo studente occidentale in assoluto a frequentare l’Erasmus di 6 mesi alla Islamic University prestando servizio negli ospedali di Gaza City. L’esperienza gli ispirò la tesi di laurea, il pluripremiato docu-film ‘Erasmus in Gaza’
Nove italiani a bordo delle navi della Freedom Flotilla
“A bordo della missione intercettata da Israele ci sono 9 italiani. Di questi in sei erano sulla Conscience”. A spiegarlo il coordinatore della Freedom Flotilla Italia, Zaher Darwish. “Non abbiamo più contatti con loro dal momento dell’abbordaggio – dice – abbiamo già allertato il team legale internazionale di Adalah che ha già raggiunto il porto. Gli avvocati attendono il loro arrivo per tentare di dare assistenza legale. Stiamo contattando anche il gruppo di legali italiani e gli organizzatori delle manifestazioni nelle varie città in programma oggi”.
Croatti (M5s): “L’esercito israeliano lo ha fatto ancora, ci vediamo in piazza”
“L’esercito israeliano lo ha fatto ancora. Nella notte sono stati rapiti tutti i componenti della flotta Thousand Madleens a 150 miglia dalle acque di Gaza, in piene acque internazionali. Questa volta però il nostro governo ha deciso di ignorare totalmente questa spedizione, forse perché il loro racconto degli irresponsabili che non portano niente si scontrava con i cento medici a bordo ed i farmaci salvavita che trasportavano. Ci vediamo in piazza”. Lo scrive su Facebook il senatore M5S Marco Croatti.
Scotto (Pd): “Si ripete lo stesso copione, non spegnere i riflettori su Gaza”
“Hanno fermato la spedizione della Freedom Flotilla a cento miglia dalla costa di Gaza. Dopo meno di una settimana si ripete lo stesso copione che abbiamo vissuto noi direttamente. Navi che portavano aiuti a Gaza – questa volta piene zeppe di medicine e di materiale sanitario – bloccate in acque internazionali senza alcun rispetto della legge. Ancora una volta i governi non hanno mosso un dito per far aprire quel corridoio umanitario via mare chiuso dal 2007. Chiediamo l’immediato rilascio di tutti gli attivisti, a partire da quelli italiani a bordo. Non si possono spegnere i riflettori su Gaza e la sua tragedia”: così il deputato democratico Arturo Scotto.