Hamas ai mediatori: “Aumentare il flusso di aiuti a Gaza”
Hamas ha esortato i Paesi mediatori nell’accordo di cessate il fuoco ad aumentare il flusso di aiuti a Gaza, ad accelerare l’apertura del valico di frontiera di Rafah con l’Egitto e ad avviare il processo di ricostruzione, in particolare di case, ospedali e scuole. Ha inoltre chiesto che vengano intraprese misure per assicurare alla giustizia “coloro che hanno commesso crimini di guerra” contro i palestinesi.
Financial Times: “A Riad in discussione un patto di difesa Usa-Arabia Saudita”
L’Arabia Saudita sta discutendo un accordo di difesa con l’amministrazione Trump, simile a quello siglato il mese scorso tra Stati Uniti e Qatar, che si impegnava a considerare qualsiasi attacco allo stato del Golfo come una minaccia alla “pace e sicurezza” americana. Lo scrive il Financial Times. Il regno spera che un accordo possa essere siglato quando il principe ereditario Mohammed bin Salman visiterà la Casa Bianca il mese prossimo. Le aspettative sono che sarà “solido” e includerà una maggiore cooperazione militare e di intelligence, secondo quanto riferito da fonti vicine al dossier. Interrogato sul potenziale patto di difesa, un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha dichiarato che “ci sono discussioni sulla firma di qualcosa quando arriverà il principe ereditario, ma i dettagli sono in divenire”.
Trump: “Spero che l’Arabia Saudita aderisca agli accordi di Abramo”
Donald Trump si è detto convinto della possibile espansione degli Accordi di Abramo, auspicando che anche l’Arabia Saudita – dopo il cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi vivi – accetti di normalizzare le sue relazioni diplomatiche con Israele. “Spero che l’Arabia Saudita aderisca (agli Accordi di Abramo, ndr) e spero che altri lo facciano. Credo che quando l’Arabia Saudita aderirà, tutti gli altri lo faranno”, ha detto Trump in un’intervista a Fox Business.
Hamas ai mediatori: “Procedere sui restanti punti dell’accordo”
Hamas ha invitato i paesi mediatori Egitto, Qatar e Turchia a dare seguito all’attuazione delle restanti disposizioni dell’accordo di cessate il fuoco con Israele. Lo riporta Al Jazeera. Il gruppo palestinese ha chiesto l’ingresso di aiuti a Gaza nelle quantità richieste, l’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni e l’inizio della ricostruzione dell’enclave. Inoltre, ha sottolineato la necessità di completare la formazione del comitato di sostegno comunitario che dovrebbe iniziare a lavorare nell’amministrazione della Striscia.
Hamas ribadisce la volontà di rispettare gli accordi
Hamas ha cercato di rafforzare il fragile accordo di cessate il fuoco con Israele ribadendo il proprio impegno a rispettare i termini dell’intesa, che include la promessa di consegnare i resti di tutti gli ostaggi israeliani morti. La dichiarazione del gruppo militante rilasciata nelle prime ore di oggi fa seguito a un severo avvertimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui darebbe il via libera a Israele per riprendere la guerra se Hamas non rispettasse la sua parte dell’accordo e restituisse tutti i corpi degli ostaggi. Hamas, tuttavia, sostiene che alcuni corpi siano stati sepolti in tunnel che sono stati successivamente distrutti da Israele e che per recuperarli è necessario l’uso di macchinari pesanti per scavare tra le macerie. Il gruppo ha anche criticato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per la sua richiesta di tagliare gli aiuti a Gaza, affermando che si trattava di un tentativo di manipolare i bisogni umanitari “per ottenere vantaggi politici”. Hamas ha assicurato agli Stati Uniti, tramite intermediari, che sta lavorando per restituire gli ostaggi morti. I funzionari americani affermano che il recupero dei corpi è ostacolato dall’entità della devastazione nel territorio, unita alla presenza di ordigni inesplosi pericolosi. Il gruppo militante ha anche detto ai mediatori che alcuni corpi si trovano in aree controllate dalle truppe israeliane.
Onu: “Dobbiamo inondare Gaza di cibo, riaprano tutti i valichi”
Circa 560 tonnellate di cibo sono arrivate a Gaza ogni giorno dal cessate il fuoco, ma “siamo ancora al di sotto del necessario”, ha detto Abeer Etefa, portavoce del World Food Programme per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa Orientale, in un briefing per la stampa oggi a Ginevra. “Il piano è di aumentare gradualmente gli aiuti per raggiungere 1,6 milioni di persone a Gaza nei prossimi tre mesi”, ha detto precisando che ad oggi solo i punti di ingresso di Kerem Shalom (sud) e Kissufim (centro-est) sono aperti venerdì. “Il cessate il fuoco ha aperto una ristretta finestra di opportunità e il WFP si sta muovendo rapidamente per aumentare l’assistenza alimentare”, ha aggiunto. “È necessario “agire in fretta, perché questi bambini, le madri incinte e quelle che allattano sono in grave stato di insicurezza alimentare da molti mesi. Ci vorrà del tempo per ridurre la carestia”, ha affermato. L’aumento delle forniture nutrizionali e dei prodotti per i panifici sono le massima priorità per il WFP. Secondo i dati dell’Onu, al 15 ottobre operano nove panifici che producono oltre 100mila pacchi di pane di 2 chili ognuno al giorno. “Stiamo lavorando per ampliare queste panetterie e arrivare a 30 in tutta Gaza”, ha detto Abeer Etefa sottolineando che il “pane è estremamente importante, il profumo del pane fresco a Gaza è più di un semplice nutrimento, è un segnale che la vita sta tornando”.
Gli esperti turchi in attesa del via libera di Israele
Decine di specialisti turchi inviati da Ankara per aiutare a trovare i corpi degli ostaggi a Gaza si trovano attualmente al confine con l’Egitto, in attesa del via libera per entrare da parte del governo israeliano. Lo ha riferito un funzionario turco all’Afp. “Una squadra di 81 membri dell’Afad è attualmente in attesa al confine sul lato egiziano”, ha detto il funzionario, riferendosi all’agenzia governativa per le operazioni di ricerca e soccorso. “Non è ancora chiaro quando Israele permetterà alla squadra turca di entrare a Gaza”.
Oms: “A Gaza le malattie infettive stanno sfuggendo al controllo”
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme: le malattie infettive a Gaza stanno “sfuggendo al controllo”, con solo 13 dei 36 ospedali del territorio parzialmente funzionanti. Lo riporta il Guardian. “Che si tratti di meningite, diarrea o malattie respiratorie, stiamo parlando di un lavoro enorme”, ha dichiarato al Cairo Hanan Balkhy, direttore regionale dell’organismo sanitario delle Nazioni Unite. In un aggiornamento separato, l’Oms nei territori palestinesi occupati (WHOoPt) ha dichiarato, tramite i social media, di aver intensificato le consegne di forniture mediche alle strutture sanitarie da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco a Gaza.
Attivisti bloccano l’ingresso per il passaggio degli aiuti a Kerem Shalom
Gli attivisti di ‘Ordine 9’ – Tzav 9, un’organizzazione di destra legata alle famiglie degli israeliani rapiti da Hamas e portati a Gaza – stanno bloccando in diversi punti i camion di aiuti diretti alla Striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom. Il movimento ha dichiarato: “L’organizzazione terroristica Hamas sta violando l’accordo e si rifiuta di trasferire i corpi degli ostaggi in suo possesso. Finché l’accordo non verrà rispettato, gli aiuti non potranno continuare a essere trasferiti all’organizzazione terroristica. Gli aiuti le consentono di riprendersi senza la restituzione dei corpi. Nessun aiuto passerà finché non sarà restituita l’ultima salma”.