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Il ritorno dei bomber di provincia: Raimondo e Varela costavano poco e segnano tanto, mentre le big restano a secco

Giovani, forti, costati poco o nulla: i due attaccanti delle neopromosse Frosinone e Monza sono in cima alla classifica marcatori. Ciascuno dei due ha segnato più gol di Gonçalo Ramos, Hojlund e Kolo Muani messi assieme
Il ritorno dei bomber di provincia: Raimondo e Varela costavano poco e segnano tanto, mentre le big restano a secco
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Ci sono voluti 44 anni per ritrovare uno scenario simile in Serie A. Dopo 7 giornate, in cima alla classifica marcatori ci sono gli attaccanti di due neopromosse: Raimondo del Frosinone, capocannoniere solitario con 7 gol, e Varela del Monza, secondo a quota 6 insieme a Malen. Un ribaltamento delle gerarchie che, dopo anni, mette nuovamente in mostra i bomber di provincia. Per trovare un precedente simile bisogna tornare alla stagione 1982-83, quando dopo 7 turni comandavano Penzo del Verona, Berggreen del Pisa e Selvaggi del Torino, tutti con 4 reti.

Da allora, un’attesa lunga oltre quattro decenni. La sorpresa è doppia perché, accanto al ritorno degli attaccanti delle cosiddette “piccole”, c’è anche un altro dato che merita attenzione: il capocannoniere è italiano. Raimondo, classe 2004, è in prestito dal Bologna e fa parte dell’Under 21 allenata da Baldini. La sua eccellente partenza lancia un segnale anche in chiave azzurra, in un momento in cui la Nazionale è alla ricerca di un centravanti capace di garantire continuità realizzativa. Gli ultimi italiani a conquistare il titolo di capocannoniere sono stati Ciro Immobile, con la Lazio nel 2021-22, e Mateo Retegui, con l’Atalanta nel 2024-25.

Sono anche i numeri a raccontare la distanza tra questi protagonisti inattesi e gli attaccanti delle big. Gonçalo Ramos e Hojlund sono fermi a 2 gol, Kolo Muani a uno. Le assenze di Malen nell’ultimo turno e di Lautaro Martinez hanno probabilmente inciso sull’andamento della classifica, ma non bastano a spiegare un divario che coinvolge anche gli altri centravanti più attesi. Il minutaggio, infatti, non giustifica da solo la differenza: Raimondo ha giocato 572 minuti, Varela 509, mentre Ramos è a 625, Hojlund a 460 e Kolo Muani a 629.

A fare la differenza è anche il contesto tattico in cui giocano. Ramos, costato circa 70 milioni di euro, riceve pochi palloni e spesso deve abbassarsi per entrare nel gioco: appena il 9% delle sue giocate avviene nell’area avversaria. Hojlund, riscattato per circa 50 milioni, ha calciato 12 volte, centrando la porta solo in 5 occasioni. I suoi expected goals sono pari a 1,02: con 2 reti, sta già segnando più di quanto suggeriscano le opportunità create. Nel Napoli di Allegri, costruito su una difesa compatta e un blocco basso, il centravanti rischia di rimanere isolato contro i difensori avversari. Hojlund sa attaccare bene la profondità, ma senza lanci e sostegno adeguati fatica a ricevere palloni giocabili. Alla Juventus, invece, Kolo Muani viene impiegato da boa, un ruolo poco adatto alle sue caratteristiche. Le prestazioni migliori sono arrivate da ala d’attacco, posizione nella quale, però, la concorrenza è più ampia.

C’è poi il fattore economico. Ramos è costato circa 70 milioni di euro, Hojlund e Kolo Muani circa 50 milioni ciascuno. Varela, classe 2005, è arrivato dal Benfica per 2,5 milioni. Raimondo, invece, sta sfruttando il prestito dal Bologna per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Per la punta gialloblù, adesso, il banco di prova sarà la continuità. Le prossime convocazioni per la Nations League potrebbero rappresentare un’occasione per attirare l’attenzione del commissario tecnico Roberto Mancini, e per capire se il suo avvio di stagione possa tradursi in una candidatura concreta per la Nazionale maggiore. Il campionato è ancora lungo, ma il messaggio delle prime 7 giornate non poteva essere più chiaro: i bomber di provincia sono tornati a farsi sentire e, in cima alla classifica, c’è un italiano che prova a prendersi la scena.

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