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Leapmotor, la sfida europea passa da modelli e produzione locale. Annese: “Siamo qui per restare”

Al Salone di Parigi il marchio cinese presenta con le nuove B03 e D19, una rete in espansione e l'avvio della produzione della B10 in Spagna. Il CEO apre a ulteriori sinergie tecnologiche e industriali con Stellantis
Leapmotor, la sfida europea passa da modelli e produzione locale. Annese: “Siamo qui per restare”
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Due anni dopo il debutto europeo, avvenuto proprio al Salone di Parigi, Leapmotor torna nella capitale francese con la gamma più ampia mai presentata in Europa e l’obiettivo di consolidare la crescita e diventare protagonista della mobilità elettrica, anche al di fuori del Vecchio Continente. La strategia punta su nuovi modelli, prezzi competitivi, una rete commerciale capillare e una presenza industriale sempre più vicina ai clienti europei. “Stiamo entrando nei segmenti più importanti del mercato e riceviamo riscontri interessanti dai clienti europei”, spiega Danilo Annese, Chief Executive Officer di Leapmotor International.

Sullo stand parigino debuttano la B03, berlina compatta 100% elettrica pensata per la mobilità urbana, e la D19, grande suv ammiraglia che rappresenta l’interpretazione del lusso secondo il marchio cinese. La sua commercializzazione in Europa, tuttavia, non è ancora confermata: “Dipende da come andrà il business case. In caso contrario, commercializzeremo quest’auto in altre regioni”.

La gamma continuerà ad ampliarsi e nel 2027 sono attese nuove proposte, ma in numero inferiore rispetto a quelle introdotte nel 2026. Niente station wagon, mentre non è escluso l’arrivo di qualche MPV. Anche la versione sportiva ULTRA rappresenta un’opportunità, a partire dalla B05, con possibili sviluppi pensati specificamente per il mercato europeo.

Parallelamente alla crescita dell’offerta, Leapmotor lavora sulla notorietà del marchio e sul rafforzamento della rete commerciale. “La nostra brand awareness oggi è sicuramente maggiore rispetto a quella di due anni fa. Ma non siamo soddisfatti: siamo nuovi e il pubblico generale non è ancora pienamente consapevole di noi. Facciamo leva sui punti di forza di Stellantis e sui gruppi di concessionari e dealer che ci supportano concretamente nella distribuzione in Europa”. La rete di Stellantis rappresenta dunque un vantaggio importante, ma non è l’unico canale di sviluppo: Leapmotor può contare anche su gruppi di concessionari indipendenti e multibrand. L’obiettivo è sfruttare le risorse del partner senza rinunciare a un’identità autonoma. “Siamo parte di Stellantis, ma siamo Leapmotor”, sottolinea Annese.

La struttura più giovane del marchio, con meno attività consolidate da gestire, gli garantisce una maggiore libertà decisionale, resa possibile anche dal supporto del Gruppo. Un modello che sembra funzionare: secondo il manager, l’80% dei clienti Leapmotor proviene da altri marchi e non da quelli di Stellantis. “È una situazione win-win per Stellantis e per Leapmotor”. Il Gruppo, che detiene il 20% del costruttore cinese, potrebbe inoltre ampliare la collaborazione. “Siamo ancora in una fase di valutazione delle opportunità di lavorare insieme su nuove piattaforme e tecnologie. Tutto è possibile”.

Nessun accordo già definito, quindi, ma la disponibilità a esplorare ulteriori sinergie tra il know-how tecnologico cinese e le competenze industriali e commerciali europee. Un passo concreto in questa direzione è l’avvio della produzione della B10 elettrica nello stabilimento di Saragozza, in Spagna, realizzato in collaborazione con Stellantis. La localizzazione produttiva è un tassello fondamentale della strategia di lungo periodo: significa avvicinare le fabbriche ai mercati di riferimento e rispondere meglio alle esigenze dei clienti. “La B10 è la prima, ma non sarà l’unica”, assicura Annese. Sul fronte della mobilità, il manager osserva che la diffusione delle auto elettriche in Europa sta procedendo più rapidamente del previsto e che le EV rappresentano ormai un’alternativa concreta. Accanto alle elettriche pure, Leapmotor propone anche la tecnologia REEV (range extender), nella quale un motore termico funziona da generatore per estendere l’autonomia, offrendo una soluzione a chi desidera i vantaggi della guida elettrica senza rinunciare alla flessibilità nei viaggi più lunghi.

Ma produrre in Europa e adattarsi alle esigenze locali non significa perdere la propria matrice cinese. Alla domanda se il processo di europeizzazione possa compromettere i vantaggi competitivi del marchio, Annese risponde senza esitazioni: “L’essenza della tecnologia di Leapmotor sarà cinese e continueremo a far leva sull’eccellenza e sulla velocità di Leapmotor anche quando svilupperemo i nostri prodotti europei”.

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