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Dai grandi editori all’autopubblicazione, il caso Giampaolo Spinato mi ha colpito

Autore per Einaudi, Mondadori e Fazi, Spinato ha fatto una scelta nuova: non “contro” l’editoria tradizionale, ma un percorso diverso per l’esistenza di un libro
Dai grandi editori all’autopubblicazione, il caso Giampaolo Spinato mi ha colpito
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Scrittore, giornalista freelance e docente universitario, ha scritto per il teatro e nel 1995 ha fondato Bartleby – Pratiche della Scrittura e della Lettura. I suoi romanzi sono stati pubblicati tra gli altri da Einaudi, Mondadori e Fazi. Nel 2014 Giampaolo Spinato ha scelto l’autopubblicazione con La Bambina, seguito nel 2019 da La Gaia Meraviglia e a luglio 2026 da Ferità.
Mi ha colpito questo percorso e ho cercato di capirne le motivazioni.

Per Spinato l’autopubblicazione non è stata una scelta “contro” l’editoria tradizionale, ma il suo il modo di decidere un percorso diverso per l’esistenza di un libro. Non ha più interesse a rientrare in un circuito ormai poco convincente con editing preliminari, consulenze, attese e mediazioni che spesso finiscono per prevalere sul libro invece che servirlo. Stivato ha già percorso quella strada e ha deciso di cambiare. Il passaggio all’autopubblicazione segnalava quindi una frattura reale nel suo percorso editoriale, ma significava anche fare i conti con tutto il lavoro pre e post pubblicazione, quello che solitamente viene fatto dall’editore.

Per Spinato l’editing è molto importante. All’inizio della sua avventura di scrittore ha incontrato gli storici correttori di bozze – figura ormai purgata dal personale di molte case editrici -, con loro si è confrontato, anche in modo serrato, imparando molto e, quando necessario, difendendo la logica interna della sua scrittura anche contro ragioni puramente grafiche o estetiche. Quindi, da indie, nessuna delega a un consulente esterno. In particolare, la revisione di Ferità è tutta opera dell’autore.

Per la promozione, invece, sta sperimentando. Utilizza strumenti digitali e anche sistemi di intelligenza artificiale come supporto operativo per analizzare dati, organizzare contatti, confrontare risultati, preparare materiali e verificare la campagna. Insomma, usa la tecnologia come strumento senza delegarle la voce dell’autore. Infatti, le decisioni editoriali, i testi, i rapporti personali e, soprattutto, la realizzazione del libro sono sempre e solo di Stivato.

Come è andata la vendita? I risultati dell’esperimento sono decisamente interessanti. La Bambina è arrivata complessivamente tra le 300-350 copie, comprensive della distribuzione ufficiale e delle copie vendute direttamente; La Gaia Meraviglia ha raggiunto circa 150 copie complessive, tra KDP e quelle vendute direttamente. E Stivato ci tiene a precisare sempre a prezzo pieno: niente svendite, e prezzi non equiparabili a quelli molto bassi che spesso si incontrano nell’autopubblicazione. Numeri piccoli rispetto all’editoria industriale, naturalmente, ma sufficienti a dimostrare che un libro può trovare lettori anche fuori dal circuito editoriale tradizionale.

Ferità è uscito il 13 luglio, senza avere alle spalle la distribuzione e la macchina promozionale di un grande editore. Nei primi giorni sono arrivati i primi acquisti, soprattutto del cartaceo, poi le prime recensioni e, cosa più importante, lettori reali con cui si è aperto un rapporto. Attualmente siamo nell’ordine di alcune decine di copie vendute. Ma il dato più interessante, secondo Stivato, non è quello numerico. Il libro ha cominciato a produrre una piccola rete: lettori, recensioni, blogger, giornalisti, contatti editoriali, inviti. Adesso stanno arrivando anche occasioni pubbliche di presentazione. Si può dire che Ferità ha cominciato a vivere, che per un libro autopubblicato è forse la cosa più importante.

Infine, c’è un altro aspetto molto importante: capire fino a che punto un libro autopubblicato possa forzare i confini della distribuzione che gli viene normalmente assegnata. L’autore sta lavorando per aprire accessi anche fuori dal recinto immediato di Amazon: librerie indipendenti, reti di librerie, portali, circuiti e interlocutori che normalmente ricevono i libri attraverso una mediazione editoriale o distributiva.

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