“Io obietto la guerra”, al via la raccolta firme di Emergency per presentare una proposta di legge in Parlamento
Riconoscere a tutti i cittadini il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra e quindi potersi rifiutare di mettere a disposizione il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso, senza incorrere in sanzioni. È l’obiettivo della raccolta firme promossa da Emergency per portare in Parlamento una legge di iniziativa popolare. L’iniziativa si chiama “Io obietto la guerra” e ha già raccolto in un fine settimana la sottoscrizione di 9mila persone.
La richiesta non riguarda soltanto il servizio militare, ma anche le attività lavorative collegate alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di armi. Il corpo, il lavoro e il consenso di ogni individuo verrebbero coinvolti nelle decisioni belliche e per questo la scelta dovrebbe essere libera da sanzioni e punizioni. La proposta prevede l’istituzione di un registro dell’obiezione, in ogni municipio, in cui ciascun cittadino può dichiararsi “obiettore di coscienza alla guerra”, rifiutando l’uso delle armi, della violenza e il coinvolgimento in attività belliche. Per Emergency, si tratta di una prerogativa “riconosciuta dalla Carta dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Nonostante la leva obbligatoria sia stata sospesa nel 2005, secondo il Codice dell’ordinamento militare del 2010 è possibile ripristinarla con un decreto del Presidente della Repubblica, su delibera del Consiglio dei Ministri. In questo modo, in caso di dichiarazione di guerra o di grave crisi internazionale, il ripristino renderebbe impossibile, per i cittadini, esprimere l’obiezione.
La proposta di legge si compone di una relazione introduttiva e di otto articoli, in cui viene anche specificato che “non è punibile chi, in ragione della sua coscienza ed esercitando il diritto alla libertà di manifestazione del pensiero, si opponga, con metodi nonviolenti, al trasferimento di armi o altri strumenti letali verso zone di guerra”. Per gli uomini tra i 17 e i 45 anni, la dichiarazione vale anche per l’opposizione al servizio militare. La dichiarazione sarebbe protetta dal diritto alla privacy e alla non discriminazione e, in ogni caso, i cittadini e le cittadine potrebbero avvalersi del diritto di revocarla. La campagna ha coinvolto finora più di 700 Comuni, 1.500 scuole e oltre 300 cinema, teatri e festival. Il testo della proposta è aperto alle sottoscrizioni e può essere firmato online a questo link tramite gli strumenti di identità digitale.