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Auto elettrica, la transizione è lenta e il mercato chiede più pragmatismo

A ROM-E industria, esperti e istituzioni hanno evidenziato una trasformazione meno rapida del previsto. Costi, infrastrutture e parco circolante vecchio spingono verso neutralità tecnologica e convivenza tra elettrico e ibrido
Auto elettrica, la transizione è lenta e il mercato chiede più pragmatismo
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L’elettrico avanza, ma più lentamente delle previsioni. E mentre Bruxelles continua a discutere tempi e modi della decarbonizzazione dell’automobile, industria e consumatori sembrano chiedere soprattutto una cosa: pragmatismo. È uno dei messaggi emersi a Roma dalla sesta edizione di ROM-E, la manifestazione dedicata alla new mobility che dal 2 al 4 ottobre ha riunito aziende, esperti e istituzioni tra la Casa del Cinema e Villa Borghese.

Il tema non è più stabilire se la mobilità cambierà, ma come accompagnare una trasformazione molto meno lineare di quanto immaginato qualche anno fa. Francesco Papi, Automotive Leader di PwC Strategy& Italia, ha presentato i risultati dell’ultima ricerca eReadiness: l’Italia recupera terreno sull’elettrico, ma resta ancora indietro rispetto ai Paesi europei più avanzati.

Non è soltanto una questione di colonnine o autonomia. Prezzo delle vetture, valore residuo, possibilità di ricaricare a casa e incertezza sulle tecnologie continuano a pesare sulle decisioni degli automobilisti. Ed è forse questo il punto. La transizione non può ridursi alla sostituzione di un motore termico con una batteria. Significa intervenire su infrastrutture, fiscalità, trasporto pubblico e soprattutto fare i conti con un parco circolante italiano tra i più vetusti d’Europa. Anche l’ACI ha posto l’accento sulla necessità di svecchiarlo, non soltanto per le emissioni ma per la sicurezza.

Intanto l’industria europea deve sostenere investimenti enormi nell’elettrificazione mentre affronta una domanda inferiore alle attese e una concorrenza cinese sempre più aggressiva. Da qui il ritorno nel dibattito della neutralità tecnologica: fissare gli obiettivi di riduzione della CO2 lasciando però più strade per raggiungerli.

Anche Villa Borghese ha mostrato un mercato meno monolitico di certe contrapposizioni: 160 test drive e circa 2.000 famiglie coinvolte. Fiat, per esempio, ha affiancato alla elettrica Topolino Sport la 500 Hybrid cabrio Dolcevita. Quasi una fotografia del momento: elettrico e ibrido convivono perché è il mercato, prima ancora della politica, a imporlo. E perché la vera sfida non è più essere favorevoli o contrari all’elettrico, ma ridurre davvero le emissioni senza trasformare la transizione in un costo insostenibile per famiglie e industria.

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