Morto Grigory Ponomarev: l’addio improvviso a 31 anni di “Grizzly”, ex lottatore MMA. L’ipotesi di un legame con l’infortunio del 2023
A 31 anni, senza sintomi premonitori e lontano dall’ottagono da tre anni. La morte improvvisa di Grigory Ponomarev, “Grizzly”, ex campione dei pesi massimi di AMC Fight Nights, riapre anche il tema dei rischi per la salute negli sport da combattimento e in particolare nelle arti marziali miste. Ma nel suo caso, almeno secondo le ricostruzioni diffuse dai media russi, la causa non sarebbe un colpo ricevuto in gara: Ponomarev è stato vittima di un’embolia provocata dal distacco di un trombo, che avrebbe bloccato la circolazione fino all’arresto cardiaco.
Il punto ancora da chiarire però è perché quel coagulo si sia formato. L’ipotesi riportata nelle ore successive alla morte porta indietro all’11 agosto 2023, quando il ginocchio sinistro del russo cedette dopo appena 35 secondi del match contro Mukhomad Vachaev. Ponomarev riportò la rottura del crociato e di altri legamenti, oltre alla compressione di un’arteria, e fu sottoposto a due interventi. Da allora non era più tornato a combattere. Secondo una delle ricostruzioni circolate in Russia, l’immobilità della gamba e le infiammazioni, insieme a una recente tonsillite, potrebbero aver favorito alterazioni della coagulazione. Resta però un’ipotesi, almeno per ora.
La morte di Ponomarev si inserisce inevitabilmente nel dibattito sulla sicurezza delle MMA. Ponomarev, quasi due metri per oltre 120 chili, era diventato campione Fight Nights nel 2022 battendo Yusup Shuaev, poi sconfitto ancora nella difesa del titolo del 2023. Dopo l’infortunio si era reinventato cosmetologo a Mosca e si era avvicinato al braccio di ferro. Lascia un figlio piccolo. Proprio Shuaev, da grande rivale diventato amico, lo ha salutato così: “Se ne è andato il mio avversario più forte, che alla fine era diventato un buon amico. Condoglianze alla famiglia e ai cari. Riposa in pace”.