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“La fortuna c’entra ben poco”: così la morra è arrivata ai Mondiali. Il gioco proibito dal fascismo che ora fa divertire anche i giovani

Solo recentemente, ufficialmente dal 2024, è tornata a essere un gioco libero nel Friuli-Venezia Giulia, lo è anche nel Trentino-Alto Adige, altro territorio dove storicamente si è sempre giocato molto
“La fortuna c’entra ben poco”: così la morra è arrivata ai Mondiali. Il gioco proibito dal fascismo che ora fa divertire anche i giovani
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Due giocatori mostrano nello stesso istante le dita di una mano, dichiarando in quel momento un numero. Vince chi indovina la somma delle dita stese da entrambi. È un gioco antichissimo, le cui tracce si trovano addirittura nell’antico Egitto, e che è stato uno svago, per quanto possibile, anche nelle giornate terribili dei soldati italiani in trincea durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi la morra è vietata in Italia, al di là di alcune eccezioni. È fuorilegge dal 1929 per apparire due anni dopo nella lista dei giochi proibiti, erano i tempi bui del fascismo. Questo perché nei bar in cui si giocava si accendevano spesso tensioni, soprattutto se collegate al consumo di vino, che sfociavano in rissa o addirittura nei cosiddetti “omicidi d’osteria”. Spesso, l’energia che si sviluppava portava anche a frequenti insulti al duce poco graditi ai suoi gerarchi. E così il gioco venne censurato e ad oggi la situazione rimane pressapoco la stessa.

Solo recentemente, ufficialmente dal 2024, è tornata a essere un gioco libero nel Friuli-Venezia Giulia, lo è anche nel Trentino-Alto Adige, altro territorio dove storicamente si è sempre giocato molto. Altre regioni si stanno adoperando perché questo anacronistico decreto venga cancellato. In realtà si è sempre continuato a giocare, nonostante non si potesse. Nel 1982 è stato fondato il Circolo Friulano della Morra. Per salvaguardare usi, costumi e tradizioni, ma principalmente per divertirsi giocando, si organizzavano tornei regolamentati durante l’anno, ma mai in luoghi pubblici, sempre in contesti privati, magari nelle cantine dei soci. Oggi il presidente del Circolo è Riccardo Civaschi, che si è battuto per anni affinché arrivasse la legge regionale. A Cividale del Friuli si sono appena disputati i Mondiali di Morra (Morra Mondo). Vi hanno partecipato coppie provenienti da diversi Paesi, perché la morra è diffusa dappertutto magari con declinazioni particolari: in Argentina, Spagna, Francia, Slovenia, Croazia. A vincere sono stati i sardi Cristian Spano e Davide Perr.

“Nessuno in famiglia era appassionato – racconta Civaschi a ilfattoquotidiano.it – ma un giorno, a vent’anni, ero in una vecchia frasca a Nimis e vedendo giocare due persone ho pensato, ora questi si menano. E invece alla fine si sono abbracciati. Ho iniziato così, andando a cercare gli anziani. Allora il gioco stava scomparendo, negli anni ’80 erano rimasti solo pochi vecchi e qualche esibizione in giro. Oggi invece ci sono tantissimi giovani: solo in Friuli organizziamo 70-80 gare all’anno. Da quando la legge l’ha resa libera, le gare di morra sono aumentate e se ne fanno anche due a settimana tra feste di paese e osterie”. Ma è così semplice il gioco,che fa parte della Federazione Italiana Sport Tradizionali (F.I.S.T), riconosciuta dal Coni.? “La fortuna c’entra ben poco: servono psicologia, astuzia e capacità di osservazione per studiare l’avversario e capire i suoi punti deboli, cioè con quali dita esce più spesso. Poi c’è la serata buona e quella no, come in tutti gli sport”.

Al Mondiale c’è stato un regolamento condiviso che segue le regole di chi ospita, in questo caso il Friuli, ma se due giocatori potevano accordarsi e giocare anche senza tavolo. “In Sardegna, ad esempio, giocano in piedi con un arbitro che segna i punti. In Friuli usiamo il tavolo, la lavagna e il gesso. In Spagna ci sono varianti diverse, in Slovenia e Croazia giocano come noi, mentre in Francia hanno ritmi differenti. Ma alla fine ci si capisce sempre”. Un anziano delle valli friulane raccontò a Civaschi che un tempo “se avevi 4 lire in tasca e le perdevi non potevi più uscire per giorni, quindi era quasi un obbligo vincere con qualunque mezzo. Ecco il motivo della tensione che si poteva accumulare”. Oggi non capita più. “I giovani non rubano mai un punto“. Lo stesso Civaschi nel 2006 vinse il Mondiale e il premio fair play per aver restituito un punto proprio mentre stava perdendo.

“In Friuli si gioca dal Tarvisiano fino al Pordenonese, meno a Trieste e nel Goriziano, ma in tutta la provincia di Udine, talvolta anche in città, si trova ancora qualcuno che batte due punti. Si gioca a 16 punti come succede al Circolo della Morra o a 21. Una bella partita dura una decina di minuti. Ma anche qui cambia, i friulani battono un colpo al secondo, mentre in Piemonte arrivano anche a quattro colpi al secondo”. La morra è entrata anche nella scuola. “Abbiamo organizzato corsi nelle scuole medie con la firma facoltativa dei genitori, tutti hanno acconsentito. L’obiettivo è arrivare anche alle elementari. Segnalo che l’università di Detroit ha condotto uno studio sulle parti di cervello che vengono utilizzate: la morra serve sia nello sviluppo dei ragazzi giovani, sia negli anziani per rallentare la demenza senile e l’Alzheimer“.

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