Cos’è il Toscana Virus che ha colpito anche Tommaso Paradiso: “Circola in diverse aree d’Italia, lo trasmettono i pappataci. I sintomi? Mal di testa e confusone mentale, andate subito dal medico”
Un piccolo insetto, un’infezione inaspettata e uno stop forzato a fine estate. Il cantautore Tommaso Paradiso ha rivelato attraverso i propri canali social di aver contratto il Toscana virus, trasmesso dalla puntura di un pappatacio. “Mi sono preso il Toscana virus, sono in via di guarigione ma non ancora al massimo”, spiega l’artista, rassicurando i fan sulle sue condizioni ma annunciando di dover rinunciare ad alcuni eventi musicali.
Il caso, pur non destando preoccupazioni mediche per la salute dell’ex frontman dei TheGiornalisti, ha riacceso i riflettori su questo agente patogeno. A spiegare la natura del virus, la dinamica del contagio e le corrette forme di prevenzione, è Ivan Gentile, ordinario di Malattie Infettive presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Il virus Toscana è una patologia che conosciamo da tempo”, dice. “Non circola soltanto in Toscana, ma è diffuso in diverse aree d’Italia e del bacino del Mediterraneo. A trasmetterlo sono piccoli insetti notturni, i pappataci (o flebotomi), di dimensioni inferiori a quelle delle comuni zanzare – continua – e particolarmente attivi durante i mesi più caldi dell’anno. Un aspetto essenziale da evidenziare è che non esiste trasmissione da persona a persona: chi è infetto non rappresenta in alcun modo un pericolo per gli altri”.
Il quadro clinico dell’infezione da Toscana virus presenta un’ampia variabilità, che va dall’assenza totale di disturbi fino a manifestazioni che richiedono l’attenzione del medico. “Le infezioni possono decorrere in modo del tutto asintomatico o con sintomi aspecifici come febbre e malessere generale”, spiega Gentile. “In una minoranza di casi, tuttavia, si può verificare una compromissione del sistema nervoso centrale, sfociando in meningiti o encefaliti. In tali circostanze – continua – compaiono sintomi quali cefalea molto intensa, rigidità nucale, confusione mentale e altri disturbi neurologici: si tratta di segnali che devono allertare immediatamente il paziente e sollecitare una valutazione medica urgente”.
L’assenza di farmaci antivirali specifici e di una copertura vaccinale rende la profilassi comportamentale l’arma principale a nostra disposizione. “Attualmente non esistono antivirali specifici né vaccini dedicati”, sottolinea l’esperto. “Quello che possiamo e dobbiamo fare è contrastare i vettori e ridurre le occasioni di puntura. Sul piano della prevenzione individuale, è utile applicare repellenti cutanei, indossare abiti chiari e coprenti (specie dopo il tramonto) – prosegue – e dotare le abitazioni di zanzariere. È fondamentale che queste ultime siano a maglie molto fitte, poiché le ridotte dimensioni dei pappataci consentono loro di attraversare le reti standard”.
L’infettivologo suggerisce inoltre soluzioni pratiche per migliorare il comfort domestico nelle notti estive. “La prevenzione passa anche per la gestione degli ambienti chiusi”, evidenzia. “Dormire in stanze climatizzate aiuta notevolmente, ma anche l’uso di un semplice ventilatore si rivela efficace: i flebotomi sono volatori deboli e anche una modesta corrente d’aria è sufficiente a ostacolarne il volo”, aggiunge.
In conclusione, l’infezione contratta da Tommaso Paradiso rientra nella casistica stagionale delle malattie trasmesse da vettori, ma non deve essere motivo di ansia collettiva. “Non c’è motivo di fare allarmismi: non siamo di fronte a una nuova epidemia né tantomeno a un virus a contagio interumano”, dichiara Gentile. “Bisogna tuttavia ricordare che in Italia sono presenti diverse patologie trasmesse da insetti capaci, seppur raramente, di determinare complicazioni neurologiche importanti come questa. In sintesi: nessun allarme, ma l’adozione di piccoli e costanti accorgimenti quotidiani per ridurre al minimo il rischio”, conclude.