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Morrissey, Maladjusted compie 29 anni. In fondo ci aveva avvertiti: era un disadattato

Può irritare, deludere, esasperare, costringere persino chi lo ama artisticamente a prendere le distanze da ciò che dice o fa. Ma le canzoni restano
Morrissey, Maladjusted compie 29 anni. In fondo ci aveva avvertiti: era un disadattato
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Morrissey ha appena cancellato tutte e quattro le date della sua residenza a Las Vegas, a una settimana dall’inizio. Motivo ufficiale: “impreviste difficoltà logistiche”. E fin qui, verrebbe da dire, tutto normale. Perché Moz è Moz. Uno degli autori più importanti usciti dalla musica britannica degli ultimi quarant’anni e, contemporaneamente, un uomo che sembra aver trasformato l’essere disadattato in una professione. Che la parola sia da intendere come complimento o come difetto è una questione che lascio volentieri aperta.

Devo confessare una cosa: mi piace scrivere di lui. L’ho fatto molte volte e bisogna riconoscergli una qualità che pochi altri possiedono: offre materiale con una regolarità impressionante. Anche quando non pubblica un disco. Anche quando non sale su un palco. A volte, soprattutto quando decide di non salirci. La cancellazione di Las Vegas, quindi, non è particolarmente sorprendente. Va semplicemente ad aggiungersi a un repertorio ormai vastissimo di episodi nei quali il nostro riesce nell’impresa di essere contemporaneamente protagonista, antagonista e ufficio stampa di se stesso.

Ne ho scelti nove. Diktat di questo blog che proprio quest’anno compie quindici anni. Cominciamo.

1. Al Coachella del 2009 sente arrivare dagli stand l’odore della carne, interrompe il concerto e lascia il palco. Prima, però, informa il pubblico che spera si tratti di carne umana. Il rapporto tra Morrissey e il consumo di animali, del resto, non è mai stato materia da mezze misure.

2. Nel 2015 dovrebbe suonare alla Harpa di Reykjavík. Chiede che per quella sera all’interno della struttura venga venduto esclusivamente cibo vegetariano. La risposta è negativa. Un altro artista avrebbe probabilmente cercato un compromesso. Lui cancella l’Islanda e saluta tutti augurando “buon appetito ai cannibali”.

3. Due anni prima, a Los Angeles, era invece riuscito nell’impresa: allo Staples Center, in occasione del suo concerto, niente carne e persino McDonald’s chiuso. La parte migliore della storia è che prima di lui aveva avanzato una richiesta analoga Paul McCartney. Gli avevano detto di no. A Morrissey sì. Qualunque cosa si pensi dell’uomo, bisogna riconoscergli almeno una certa capacità negoziale.

4. Sempre nel 2013 dovrebbe partecipare al programma di Jimmy Kimmel. Nella stessa puntata sono previsti quelli di Duck Dynasty, famiglia televisiva americana di cacciatori. Morrissey li definisce “serial killer di animali” e mette Kimmel davanti a una scelta: o lui o loro. Kimmel sceglie loro. Morrissey cancella la propria partecipazione.

5. Poi ci sono I Simpson. Nel 2021 mandano in onda una parodia di un cantante indie britannico degli anni Ottanta che è piuttosto difficile non ricondurre a lui. Dal profilo di Morrissey arriva un comunicato durissimo che accusa la serie, tra le altre cose, di razzismo. Tra gli elementi portati a sostegno dell’indignazione ce n’è uno meraviglioso: il personaggio viene rappresentato con la pancia che esce dalla maglietta. E Morrissey, fa sapere Morrissey, quella pancia non l’ha mai avuta.

6. A Portland, nel 2019, durante un concerto qualcuno espone un cartello contro For Britain, il partito britannico di estrema destra al quale il cantante aveva manifestato pubblicamente sostegno. Lui ferma il concerto, fa accendere le luci e riprende soltanto quando il cartello viene fatto uscire dalla sala.

7. Arriviamo al 2026. Valencia. Le Fallas non sono esattamente una manifestazione nota per la discrezione acustica e Morrissey non riesce a dormire. Il concerto salta. Racconterà di essere in “stato catatonico”, definirà l’albergo un inferno indescrivibile e sosterrà che gli servirà un anno per riprendersi. Ma c’è un dettaglio linguisticamente sublime: tiene a precisare che non è stato lui a cancellare il concerto. Sono state le circostanze a renderlo impossibile. Anche la semantica, quando serve, può diventare una forma di autodifesa.

8. Bisogna poi tornare al 1995, perché in questa collezione non può mancare David Bowie. Morrissey parte come supporto del tour di Outside, disco pubblicato quell’anno del Duca Bianco, e dopo poche date tira il pacco. I rapporti tra i due si deteriorano. Ora, litigare con qualcuno capita a tutti. Riuscire a farlo anche con David Bowie dovrebbe quantomeno suggerire una breve riflessione.

9. Infine, il mio preferito. Londra, 2013. Pubblica la sua autobiografia e la vuole nella Penguin Classics. Quella di Omero e Virgilio. Non aspetta di diventare un classico. Si dichiara tale.

Potremmo continuare. Il catalogo è molto più lungo e comprende concerti interrotti, dichiarazioni, polemiche, cancellazioni e riconciliazioni. Ma fermarsi a questo significherebbe commettere l’errore opposto: trasformare uno degli autori più importanti della sua generazione nella caricatura delle proprie intemperanze. Ed è qui che Morrissey continua a metterci in difficoltà. Può irritare, deludere, esasperare, costringere persino chi lo ama artisticamente a prendere le distanze da ciò che dice o fa. Ma le canzoni restano. E resta un’identità artistica enorme, capace di dare voce per quarant’anni proprio a quella sensazione di essere fuori posto che lui, nel frattempo, non ha mai smesso di incarnare.

La coincidenza è che proprio oggi Maladjusted compie 29 anni. Non è il suo disco migliore, ma probabilmente è il titolo più azzeccato che abbia mai scelto. Maladjusted significa “disadattato”. Dopo tutto quello che avete appena letto, difficile accusarlo di pubblicità ingannevole, ci aveva avvertiti quasi trent’anni fa. Sull’accezione, positiva o negativa, decidete voi.

Come sempre, chiudo con una connessione musicale: una playlist dedicata, disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify. Il link lo trovate qui sotto. Se poi avete qualcosa da aggiungere, contestare o ribaltare, vi aspetto nei commenti o, ancora meglio, sulla mia pagina Facebook pubblica. È lì che questo blog continua la sua corsa: le opinioni si incrociano, cambiano improvvisamente binario e qualche volta finiscono per deragliare. Ed è proprio allora che la discussione comincia a diventare interessante. Buona lettura e buon ascolto.

9 Canzoni 9 di … Morrissey

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