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L’area Self del Salone del Libro continua a crescere. E gli autori cosa pensano?

Sara Cipriani, Edy Tassi e Amedeo Mettifogo. L'esperienza del Salone 2026 raccontata dagli autori self publishing, tra soddisfazioni e proposte
L’area Self del Salone del Libro continua a crescere. E gli autori cosa pensano?
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L’area Self del Salone del Libro di Torino continua a crescere, quest’anno erano presenti 350 autori e l’incasso delle vendite dei libri è triplicato rispetto all’edizione 2025. Ma la responsabile del Progetto Sara Speciani pensa ai miglioramenti per la prossima edizione, ad esempio sistemare meglio la libreria. E gli autori cosa pensano? Anche loro sono soddisfatti, Sara Cipriani, Edy Tassi e Amedeo Mettifogo hanno evidenziato i punti di forza e suggerito qualche cambiamento per il 2027.

Sara Cipriani nel 2026 ha vinto il Premio Self Publishing indetto dal Festival del Romance e fatto il suo esordio in libreria. È alla seconda esperienza nell’area Self Publisher. La prima volta è stata emozionante, ma tornare il secondo anno le ha permesso di vivere l’evento con ancora più intensità e serenità, anche grazie all’esperienza maturata e al supporto dell’organizzazione

Anche Amedeo Mettifogo, autore self di narrativa fantasy, ha partecipato al Salone del libro di Torino per due anni consecutivi, esponendo i suoi romanzi nella Libreria Self.
Mentre Edy Tassi è alla sua prima esperienza nell’area Self. Ha al suo attivo sette romanzi rosa e ha tradotto più di ottanta titoli per le maggiori case editrici italiane come Harlequin Mondadori, Piemme, Sperling & Kupfer e Always Publishing.

Tutti ritengono che partecipare sia molto utile, in particolare Cipriani pensa che per un autore indie sia un’opportunità preziosa, perché permette di incontrare dal vivo i lettori che magari non conoscono il mondo dell’editoria indipendente. Inoltre, condividere lo spazio e l’esperienza con altri autori, confrontarsi, scambiare idee sul percorso scelto, è un arricchimento. Senza contare che il Salone del Libro è uno degli eventi più importanti del settore editoriale e che poterne far parte rappresenta un onore e una grande soddisfazione personale e professionale.

Per Mettifogo la Libreria Self può essere una grande opportunità sotto molti punti di vista. Grazie a questa iniziativa anche gli autori Self possono partecipare alla fiera del libro più grande d’Italia, hanno una vetrina dove poter mostrare le loro opere ma, soprattutto, hanno la possibilità di instaurare rapporti e amicizie con nuovi lettori e colleghi.

Per Tassi tutte le occasioni di visibilità sono utili e il Salone è una palestra particolarmente intensa. È un contesto affollato e stimolante dove si impara a collaborare, a non vedere soltanto il proprio libro e, allo stesso tempo, a superare quella naturale timidezza e a compiere i primi passi verso il lettore. Però va considerato l’investimento economico. Oltre alla quota di partecipazione e all’acquisto delle copie da mettere in vendita, occorre tener conto dei costi della trasferta. Decidere se e come partecipare, quindi, impone di fare importanti valutazioni economiche e strategiche.

Per quanto concerne i cambiamenti, Sara Cipriani non ha particolari suggerimenti, solo l’auspicio di una crescita con spazi sempre più ampi e magari con un maggior numero di panel dedicati agli autori. Sempre più lettori comprendono che essere autori indipendenti è una scelta consapevole, un percorso editoriale che merita lo stesso rispetto di quello tradizionale.

Per Amedeo Mettifogo la Libreria Self è un progetto relativamente giovane, quindi non è perfetta, ma si può migliorare. Anche se apprezza il lavoro fatto da parte dello staff, pensa che ci vorrebbe una selezione dei libri più severa e meno autori. E poi si sofferma sull’esigenza di creare turni di lavoro al banco. Ma spera di tornare al SalTo perché ogni volta ritrova con un carico di emozioni e di incontri.

Edy Tassi suggerisce di mettere i libri in ordine alfabetico nella libreria dell’area per rendere la consultazione più intuitiva. Infine, consiglia una gestione che permetta agli autori una maggiore presenza ai tavoli. Il contatto diretto con i lettori è molto stimolante e rende l’esperienza ancora più efficace e gratificante per chi decide di partecipare.

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