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I voli militari Usa verso l’Iran ma con scalo: ecco come Trump aggira il No di Sanchez all’utilizzo delle basi

Diversi velivoli da trasporto tattico e aerei cisterna sono decollati dalle due basi spagnole per atterrare in Germania e in Italia. Da qui una breve sosta per poi proseguire verso l'Iran
I voli militari Usa verso l’Iran ma con scalo: ecco come Trump aggira il No di Sanchez all’utilizzo delle basi
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Aerei militari statunitensi dalla basi spagnole in volo verso la zona del conflitto in Iran ma con scalo. È questa la strategia messa in campo dagli Stati Uniti per aggirare il No di Pedro Sanchez all’utilizzo delle basi sul suolo spagnolo per la guerra contro Teheran. Nel corso dello scontro tra Usa e Spagna, Donald Trump oltre ad avere definito Madrid un alleatoterribile” non ha usato giri di parole: ”Potremmo usare le loro basi se volessimo. Potremmo semplicemente volare lì e usarle. Nessuno ci dirà di non usarle”.

A rivelare il metodo utilizzato dagli Usa è stato El Mundo. Il quotidiano spagnolo ha infatti monitorato le attività aeree delle basi di Rota e Morón tra il 27 febbraio (la vigilia dell’inizio dell’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran) e il 5 marzo. Degli oltre 40 voli riscontrati, 24 sono molto particolari. In quella settimana diversi velivoli da trasporto tattico militare statunitensi – C-17 Globemasters, C-130 Hercules e C-5 Super Galaxy – e diversi aerei cisterna KC-135 Stratotanker sono decollati dalle due basi militari spagnole per atterrare soprattutto in Germania e in Italia (tra Aviano e Sigonella). Da qui una breve sosta per poi proseguire verso il Golfo Persico. “Così si ottiene un duplice obiettivo: cercare di raggiungere la zona prima ed evitare di dover fornire spiegazioni alla Spagna, poiché in pratica presenta solo un piano di volo tra basi europee, non la partecipazione a un’offensiva unilaterale”, ha spiegato una fonte dell’Aeronautica Militare spagnola a El Mundo.

Gli aerei monitorati sono velivoli di trasporto strategico ad alta capacità di carico o aerocisterne, utili per il supporto logistico all’attacco. Non si tratta di caccia o bombardieri direttamente coinvolti nei raid contro l’Iran. È stato attivato “un ponte logistico relativamente intenso” e la Spagna ne fa parte nonostante il rifiuto, sottolinea El Mundo. Di certo, comunque, il veto di Sanchez all’utilizzo delle basi ha creato dei grattacapi agli Usa, costretti (almeno per il momento) a mettere in campo la strategia degli scali. Situazione differente da quella dell’Italia dove già da prima dell’inizio dei raid contro il regime degli ayatollah aerei da ricognizione sono partiti da Sigonella. Ad esempio, come rivelato dal Fatto Quotidiano, il caso dei 24 voli Usa prima del 28 febbraio e diretti a Souda Bay per trasportare truppe. Ultimo caso noto, riscontrato dai portali di monitoraggio dei voli, è quello di un drone statunitense (un Northrop Grumman MQ-4C Triton) utilizzato come velivolo da sorveglianza, decollato da Sigonella il 4 marzo (dove poi è rientrato) e rimasto in volo per diverse ore sul Golfo Persico al confine con l’Iran. Anche in questo caso non si tratta di un drone d’attacco, ma i dati raccolti da questo velivolo a pilotaggio remoto potrebbero essere utilizzati per gli eventuali raid sugli obiettivi iraniani.

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