Sanremo, riecco l’assalto dei “graduati” Rai al Festival: una settimana nella città dei fiori non si nega (quasi) a nessuno
A Sanremo, si sa, tutta la Rai vuole esserci. Tanto che ogni anno c’è l’assalto al Festival, soprattutto da parte dei dirigenti. Amministratore delegato, presidente e consiglio di amministrazione devono esserci, ma ad essi si aggiunge sempre una cospicua truppa di direttori, vicedirettori e caporedattori, fino ai capiservizio: chiunque goda di uno strapuntino nell’azienda pubblica, dove i graduati sono moltissimi, punta a farsi qualche giorno nella città dei fiori. Quest’anno, anzi, il fenomeno è pure minore che in passato, quando l’intero palazzo di Viale Mazzini si trasferiva in blocco in riviera.
Però ci sono sempre le eccezioni. Così a qualcuno non è sfuggita la trasferta a Sanremo di tre giornaliste di Radio Rai (testata diretta da Nicola Rao, in pole position per guidare il Tg1 in caso di addio di Gian Marco Chiocci) che hanno poco a che fare col Festival. Oltre ai 4 inviati che si occupano della kermesse canora, da Radiouno sono partite la vicedirettrice con delega ai programmi Simona Grossi, la caporedattrice di fresca nomina Germana Brizzolari e la caporedattrice dell’economia Paola Bonanni. Le ultime due in settimana hanno continuato a condurre i loro programmi (“Radio di bordo” e “Il mondo non basta”), ma da Sanremo, con contenuti che però c’entrano poco col Festival. Qualche maligno fa notare che trattasi di croniste vicine a UniRai, ma questi son dettagli di poco conto. “Non era mai successo”, si fa sapere dalla redazione, dove viene sottolineato come, se da un lato si mandano tre persone in più a Sanremo senza motivo, dall’altro si nega l’invio di una giornalista in Ucraina nei giorni del quarto anniversario della guerra perché “non ci sono soldi” e “bisogna risparmiare”.
Per la cronaca, gli inviati Rai a Sanremo tra testate e programmi sono moltissimi: per il Tg1, ad esempio, tra giornalisti e tecnici sono in 16. Tutti, in teoria, per servizio sul Festival. E anche la truppa di Rainews, che però deve coprire l’intera giornata, è assai numerosa. Trattati molto peggio, invece, i giornalisti della Tgr Liguria, costretti ad alloggiare a Bordighera (a un’ora di auto da Sanremo). Ma per i “romani”, quando arriva febbraio, una settimana a svernare nella città dei fiori non si nega (quasi) a nessuno.
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro direttore, nell’ambito del mio tentativo di estendere la potenziale platea di ascoltatori di Radio1, abbassandone l’età media, sto percorrendo una serie di strade, come quella di implementare e potenziare la nostra presenza sui social. All’interno di questo progetto, abbiamo pensato che avesse senso mandare in onda da Sanremo alcune trasmissioni, come quella di Noemi sulla musica italiana, quella del food influencer Francesco Panella, (che spesso mescola cibo territorio cultura e spettacolo) ed il magazine quotidiano Il pomeriggio di Radio1. Accanto a queste tre trasmissioni è andata in onda da Sanremo anche Radio di bordo, condotto dalla collega Germana Brizzolari, dedicato in questo caso al rapporto di alcuni ospiti del Festival con il mare. Per coordinare questa produzione sono partite due, solo DUE giornaliste: la vicedirettrice Simona Grossi, con delega ai programmi di Radio 1 e la stessa Brizzolari caporedattore della redazione programmi. Per quanto riguarda il capo della redazione economica Paola Bonanni, che ha condotto la trasmissione sportello Italia, la sua presenza rientrava in un protocollo d’intesa firmato da Rai con Asvis, che prevede una serie di campagne per la sostenibilità. È proprio all’interno dello spazio Asvis che Bonanni ha condotto la rubrica – così come la conduttrice della trasmissione Caterpillar di Radio 2 – e viaggio e alloggi erano a spese di Asvis.
La mancata trasferta in Ucraina il 24 febbraio. In queste situazioni i nostri inviati vengono sempre assistiti da un tecnico che abbiamo avuto difficoltà a reperire per l’impegno pressoché contemporaneo di Olimpiadi e Sanremo, per cui abbiamo posticipato la trasferta, già organizzata, per il prossimo 4 marzo. Quanto alle iscrizioni sindacali, non è stato certo quello il mio criterio di scelta, ma la funzionalità e la pertinenza dei ruoli. Grazie come sempre per la disponibilità, cordiali saluti e buon lavoro,
Nicola Rao, direttore di Radio 1 e del Giornale Radio Rai